Opinioni

Quelli che paragonano il decreto vaccini alle leggi razziali

vaccini nazismo olocausto

Il CLi.Va, ovvero il Comitato per la libertà di scelta vaccinale Toscana arriva buon ultimo – ma last but not least – a paragonare il decreto vaccini obbligatori alle leggi razziali. Lo fa su Facebook in una discussione che, chissà perché alla fine scatena un bailamme.
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Ricordo che quando da bambina leggevo sui libri di scuola di nazismo, leggi fasciste ed apartheid, la cosa che mi faceva più orrore non era la violenza dei crimini commessi, ma la follia collettiva che li giustificava.
Mi chiedevo come fosse potuto accadere che intere nazioni restassero a guardare pochi miseri pazzi trascinarle nel baratro.
Mi chiedevo come fosse potuto accadere che milioni di persone avessero assistito silenti a uomini che prelevavano altri uomini dalle loro case. A uomini che stabilivano che certi loro simili in certi posti non potevano più entrare. A uomini che credessero di avere davvero una ragione per sentirsi razza eletta e migliore.
Con l’ingenuità di una bambina ero convinta che se le persone si fossero ribellate, niente di simile sarebbe mai potuto accadere perché….come può un pazzo trascinare una folla di savi?
Oggi lo so.
Lo vedo accadere.
Da ieri, in ogni scuola d’Italia, succedono cose ignobili.
Bimbi lasciati fuori dalle scuole, genitori minacciati di vedere segregati i figli in classi separate, bidelle ed insegnanti in preda ad un delirio isterico da sottomissione al potere barbaro dell’invasore che depennano nomi in pubblico: tu buono, tu cattivo, dinanzi a bambini sconvolti.
Bambini sani che hanno frequentato quelle classi fino a tre mesi fa, che fino a ieri sono stati in pizzeria con gli amici di scuola, che il pomeriggio hanno frequentato le case dei compagni, che nessuno si è mai sognato di discriminare finché un esercito di pochi pazzi ha deciso che andavano discriminati.
Chiunque assista silente ai crimini commessi ai danni dei suoi simili, bambini, non è impotente. È complice.
Tu mamma che hai vaccinato e lasci che accada sei l’italiano che guarda dalla finestra portare via l’amico ebreo.
Sei l’uomo bianco che si volta dall’altra parte mentre frustano un nero perché non si è inchinato al cospetto di un suo simile.
Sei la mano che chiuse la cella di bambini come i tuoi figli nei campi di concentramento.
Sei carnefice e hai scelto di rendere possibile l’orrore cui assisti inerte.
Porta questa consapevolezza con te per il resto della vita.
Nessuno è innocente.

Il post, com’era prevedibile, scatena una discreta rabbia: “Ma che paragoni sono? Ma qui si sta oltrepassando il segno e ledendo la memoria di tutti quelli che quel periodo l’hanno vissuto. Avete chiesto ai diretti interessati se apprezzano il paragone?”, scrive Francesco. E il Comitato gli risponde: “Signor Francesco tutto si racchiude nella medesima parola. Discriminazione.
E chi non lo capisce è complice. Anche i bambini ebrei furono allontanati dalle scuole solo per la colpa di essere Ebrei. Rifletta”. A uno degli utenti vengono ripetutamente cancellati i commenti in cui fa notare che la procura di Trani, dopo aver aperto l’indagine su autismo e vaccini, l’ha archiviata. E c’è chi ricorda che, vista l’attualità, non è il caso di tirare fuori paragoni del genere: “Siete degli sciacalli e della peggior specie, peggio dei tifosi della Lazio perché oltre a offendere l’olocausto con un paragone indegno e improponibile sotto tutti i punti di vista fate disinformazione pericolosa sulla pelle di chi dite di voler tutelare. Vergogna!”.