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Virginia Raggi trova il modo per risanare ATAC: aumenta le poltrone

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Il Campidoglio ha appena comunicato che l’ATAC cambierà governance: “È stata adottata una modifica nella composizione del consiglio di amministrazione dell’Atac. I componenti del Cda saranno tre optando così per la formula collegiale in luogo di quella attuale monocratica”. Questo significa che in luogo dell’amministratore unico, ruolo finora ricoperto da Manuel Fantasia, ci sarà un consiglio di amministrazione. Le poltrone sono moltiplicate. L’efficienza, vedremo.

Paolo Simioni nuova guida di ATAC

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha indicato, secondo quanto si apprende, Paolo Simioni come nuovo presidente e nuovo amministratore delegato di ATAC. Simioni collaborava già per il Campidoglio con l’assessore Massimo Colomban nel ruolo di coordinatore del gruppo di lavoro sulle società partecipate Ama, Atac e Acea. Simioni era indicato oggi dai giornali come il preferito di Colomban:

L’ala ortodossa che fa capo a De Vito, presidente dell’assemblea capitolina legato alla deputata Roberta Lombardi, è tornata alla carica su Carlo Tosti, ad all’epoca di Alemanno: lui quattro mesi fa partecipò alla selezione pubblica bandita dall’azienda, ma alla fine gli venne preferito l’ex manager di Atm. Adesso ci riprova: insieme al consulente di Ratp Filippo Allegra e agli ex vertici dell’Atm Carlo Pino e Alberto Ramaglia.

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Il fatto è però che in corsia di sorpasso sembra ora essersi piazzato Paolo Simioni, coordinatore del gruppo di lavoro messo su dall’assessore alle Partecipate Massimo Colomban, imprenditore veneto vicino a Davide Casaleggio, ormai in solidi rapporti pure con Beppe Grillo. È proprio all’ex ad della Save (gestore degli aeroporti di Mestre, Verona e Treviso) nonché suo vecchio amico, che Colomban vorrebbe affidare la guida di Atac. Dopo aver fallito il bersaglio grosso: la presidenza di Acea, invece andata all’avvocato Luca Lanzalone, altro professionista vicino ai cinquestelle e vero artefice dell’accordo sullo stadio della Roma.
Non che però Simioni sia rimasto a bocca asciutta: per bypassare gli stringenti limiti salariali vigenti nella pubblica amministrazione, l’ingegnere è stato assunto a 240mila euro l’anno dalla multiutility dell’acqua e dell’elettricità, ottenendo che il suo stipendio fosse diviso in parti eguali — 80mila euro — fra Acea, Atac e Ama. Lo stesso compenso (140mila di parte fissa, 100mila di premio di risultato) previsto per Rota. Non sufficiente tuttavia per convincerlo a restare. (La Repubblica, Giovanna Vitale)

“Nel corso degli ultimi sedici anni – si legge in una nota del Campidoglio – Simioni, in qualità di amministratore delegato, ha acquisito un’importante esperienza nella gestione di aziende operanti nel settore dei trasporti, in regime di concessione, e in quello della riqualificazione, valorizzazione commerciale di infrastrutture di mobilità e nel mondo Retail. In particolare, l’esperienza è maturata all’interno di realtà complesse sia in ambito Aeroportuale, in Italia ed all’estero (SAVE -Aeroporto di Venezia SpA; Catullo – Verona e Brescia SpA; Aertre – Treviso SpA e BSCA -Bruxelles South Charleroi Airport SA), sia in quello Ferroviario (Centostazioni SpA – Gruppo Ferrovie dello Stato SpA), dove ha affrontato diversi progetti di business – rilancio del business, ottimizzazione della struttura di costo, miglioramento delle attività non-core, start up, turnaround”. Non sarà quindi un manager “dal di dentro” né un romano, come auspicato dall’assessore Mazzillo, a guidare ATAC.

E Manuel Fantasia?

A seguito dell’indicazione da parte della sindaca di Roma Virginia Raggi, di Paolo Simioni come nuovo presidente e ad di Atac, decadono le deleghe di Manuel Fantasia.Pochi istanti prima della nota del Campidoglio che annunciava la nomina di Simioni, Fantasia ha lasciato Palazzo Senatorio visibilmente contrariato, mentre era in corso una riunione su ATAC, senza lasciare dichiarazioni ai giornalisti presenti. Il cda è completato da Cristiano Ceresatto (capo staff partecipate Comune di Roma) e Angela Sansonetti (della Luiss).