La macchina del funky

Paola Sabrina Sabia: la candidata contestata del M5S a Trieste

paola sabrina sabia

Paola Sabrina Sabia è la moglie dell’europarlamentare del MoVimento 5 Stelle Marco Zullo, e dopo la candidatura alle regionali – di cui potete ammirare il video qui sotto – vorrebbe adesso correre per il sindaco di Trieste. Ma dalle sue parti le cose non vanno così lisce, visto che è accusata di aver improvvisato una votazione per farsi eleggere candidata sindaco da 26 persone. Ha già mandato alla Casaleggio la lista per ottenere l’uso del simbolo, ma il consigliere comunale Paolo Menis – colonna locale dal 2005 – ha stilato una lista concorrente. E ogni mediazione è finora fallita.

L’assemblea che nelle intenzioni del portavoce Stefano Patuanelli avrebbe dovuto riconciliare tutti, è stata annullata. L’ingegnere consigliere comunale ha fallito nell’operazione di mediazione. Racconta IL Piccolo:

«Il 21 ottobre ho incontrato Paolo Menis e Paola Sabia nel tentativo di unire i due percorsi che due gruppi di attivisti hanno intrapreso e che vedono in Paolo e Paola i due capofila. A tal scopo il 22 ottobre ho inviato loro una proposta per un percorso condiviso», spiega il diplomatico Pautanelli che era riuscito, con capacità ingegneristica, a immaginare di tutto persino di convocare un’assemblea, quella annullata, «solo per fissare come vota l’assemblea». Il percorso con tanto di date delle assemblee (tutte presiedute dal garante Patuanelli) prevedeva di arrivare al 9 dicembre a votare sul candidato sindaco (in campo per ora c’è solo Paola Sabia che ha inviato una prima lista per la certificazione).
«Mi dispiace. Non è andata a buon fine perché il gruppo di Paolo non ha aderito alla mia proposta di percorso comune. Io ci ho provato, ma non è possibile. Pazienza. A questo punto andranno avanti così, separati. Se il gruppo di Paolo presenterà una lista ci sarà la seconda richiesta di certificazione e probabilmente il voto finale sul portale di Beppe Grillo a gennaio».
Il risultato? Una commedia degli equivoci. « Da parte delle persone che lavorano con me c’è stata grande apertura sin da subito, mentre da parte di Menis il no è stato secco ed assoluto, davvero un peccato per il Movimento. Questa spaccatura danneggia tutti. Questa guerra fredda non serve a nessuno. Noi abbiamo tutta la volontà del mondo di lavorare assieme», dichiara Sabia. In realtà “Progetto Trieste 5 Stelle” si è solo riservato «di ridiscutere la proposta di conciliazione pervenuta a fine dicembre» dopo averla valutata negativamente per le tempistiche e alcuni contenuti.