Cultura e scienze

Diamo le pagelle ai Servizi segreti

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Ai vostri Servizi: qual è il Servizio più efficiente? La cronaca sul tema è sempre più intrigante, e così possiamo provare a dare qualche voto.

Concorrente numero uno: uno e trino, in realtà

Gihāz al-Mukhābarāt al-ʿĀmma, Apparato d’informazioni generali; Idārat al-Mukhābarāt al-Harbiyya wa al-Istiṭlāʿ, Direzione dei Servizi Militari e d’Indagine; Gihāz Mabāḥith Amn al-Dawla, Apparato d’Informazioni per la Sicurezza dello Stato. Sono i tre Servizi egiziani. Sono loro che si sarebbero occupati di Giulio Regeni: 28enne dottorando italiano dell’Università di Cambridge, che mentre sta facendo una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani scompare il 25 gennaio 2016. Il suo corpo nudo è trovato il 3 febbraio 2016 in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo. Il ministro Federica Guidi, in quel momento in Egitto in missione diplomatica con un gruppo di imprenditori, immediatamente interrompe la visita è rientra in Italia. Sul cadavere sono ritrovate contusioni e abrasioni come quelle causate da un grave pestaggio. Lividi estesi sono compatibili con lesioni da calci, pugni ed aggressione con un bastone. Ci sono oltre due dozzine di fratture ossee, tra cui sette costole rotte, tutte le dita di mani e piedi, gambe, braccia, scapole, e cinque denti rotti. Ci sono coltellate multiple sul corpo, comprese le piante dei piedi, probabilmente inferte con un rompighiaccio o uno strumento simile ad un punteruolo. Numerosi tagli, su tutto il corpo, sono stati causati da uno strumento tagliente simile ad un rasoio. Ci sono estese bruciature di sigarette, nonché una bruciatura più grande tra le scapole e incisioni somiglianti a lettere. Una emorragia cerebrale e una vertebra cervicale fratturata sarebbero l’effetto di un violento colpo al collo causa della morte.

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Metodo: squadra della morte. Pagella. Efficienza: 10 e lode. È difficile immaginare un livello di bestialità peggiore. Bisognerebbe comprendere se era giustificata. Ma l’obiettivo di terrorizzare chiunque abbia a che fare col regime di al-Sisi lo ottiene appieno.  Capacità di depistaggio: non classificabile, ma diventa elevata in relazione alla dabbenaggine degli interlocutori. In realtà non si è ancora neanche capito quale dei tre Servizi egiziani possa aver gestito questo affare e per quale ragione. Ciò però è presumibilmente dovuto più al caos dell’Egitto che non a abilità degli stessi Servizi. Lo scenario secondo cui Regeni sarebbe stato fermato, interrogato e torturato dalla Sicurezza e poi di fronte al suo silenzio trasferito ai Servizi Militari – in mano a cui sarebbe morto – potrebbe derivare da indiscrezioni delle Informazioni Generali. Ostili a al-Sisi, anche perché era il capo dei rivali Servizi Militari. A quel punto viene pure il dubbio che siano state le Informazioni Generali a montare il caso per creare problemi al Presidente, o che queste voci di dissidi tra Servizi siano sparse apposta per depistare. Le “soluzioni” offerte dagli egiziani agli italiani sono state però l’una più rozza dell’altra. Nell’ordine: incidente stradale; delitto gay; delitto tra spacciatori; uccisione di quattro balordi indicati come sequestratori. D’altra parte sembra ormai presumibile che Regeni da Cambridge sia stato mandato allo sbaraglio da ambienti vicini all’opposizione interessati a creare un caso. E sia il Regno Unito che la Francia hanno approfittato delle difficoltà tra Roma e Il Cairo per inserirsi con il loro business. Unico arresto, per ora: l’avvocato di Regeni. Ma i politici italiani stanno intanto facendo la coda per recarsi al Cairo: Salvini il 18 luglio; Moavero il 5 agosto; Di Maio il 28 agosto; Fico il 16 settembre. “I rapporti tra Italia e Egitto sono tesi e resteranno tesi finché non ci saranno passi avanti nella verità sulla morte di Giulio Regeni, morto due volte per via dei depistaggi”, ha detto Fico dopo essersi visto con al-Sisi. “Sono contento per la quarta importante visita italiana in due mesi”, ha detto al-Sisi dopo essersi visto con Fico. A Di Maio aveva detto: “Regeni, uno di noi”.

Concorrente numero due. Glavnoe razvedyvatel’noe upravlenie, Gru, Direttorato Principale per l’Informazione

È quel Servizio russo che oltre a avere funzioni di intelligence fa anche da guardia di frontiera terrestre e marittima. È il Gru che si sarebbe occupato del 67enne Sergej Viktorovič Skripal’ un suo ex-agente arrestato nel 2004 per aver lavorato con i Servizi britannici. Grazie al fatto che collabora se la cava con 15 anni, ma nel 2010 rientra in uno scambio: 10 agenti russi arrestati negli Usa in cambio di quattro cittadini russi che invece avevano lavorato per i Servizi occidentali. Sembra però che invece di starsene buono a riposo avesse tenuto corsi sulle tecniche dei Servizi russi: in particolare, a membri dei Servizi di Repubblica Ceca e Estonia. Lui e la figlia Julia sono ritrovati svenuti lo scorso 4 marzo su una panchina nei pressi di un centro commerciale a Salisbury, senza apparenti lesioni fisiche. Immediatamente ricoverati nell’ospedale della città, Scotland Yard dice che sono in uno stato di grave avvelenamento da gas nervino. E anche altre 21 persone sono state intossicate. Sempre Scotland Yard identifica l’agente tossico come arma chimica della classe Novičok, e classifica l’avvelenamento di Skripal’ e della figlia come tentato omicidio.

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Metodo: Borgia. Pagella. Efficienza: 3-. Da distribuire tra i tre esecutori che non solo non sono riusciti a eliminare l’obiettivo, ma si sono fatti anche individuare: dal gruppo di indagine indipendente Bellingcat e dalla testata online russa Fontanka. Voto uno su 10 a testa, dunque, al colonnello del Gru Anatoliy Chepiga, al medico militare Alexander Yevgenyevich Mishkin e a Serghiei Fedotov. Netto peggioramento di performance rispetto al 2006, quando l’avvelenamento al polonio dell’altro ex-agente traditore Aleksandr Val’terovič Litvinenko – anche lui in Inghilterra – era riuscito in pieno. Capacità di depistaggio: 10 e lode. Tanto è stata goffa l’esecuzione dell’operazione, tanto è stata brillante la sua copertura. Da una parte, infatti, i media vicini al regime di Putin hanno subito messo in burletta l’ipotesi che il Cremlino potesse perdere tempo con un esule anziano e ormai fuori dai giochi. Semmai, si è detto, poteva essere Theresa May interessata a creare una diversione rispetto ai suoi problemi. Dall’altra gli stessi media hanno iniziato a spargere decine di ipotesi alternative. Il tutto è efficacemente rimbalzato attraverso una galassia complottista – in larghe componenti contigua a un segmento di opinione pubblica occidentale che in quanto tentata dal populismo è filo-Putin. E infatti le analisi hanno rivelato come su Facebook e Twitter due articoli postati su ogni tre ripetevano appunto la tesi di Mosca. O meglio: qualcuna delle trentina e più di tesi di Mosca.

 

Da leggere: La storia poco conosciuta dietro il mito di Bella Ciao

 

Concorrente numero tre. Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional, Sebin, Servizio Bolivariano di Intelligence Nazionale

È l’organismo di spionaggio e controspionaggio venezuelano. Dal decimo piano della sua sede è volato giù il 54enne Fernando Albán Salazar: consigliere del Municipio Libertador di Caracas per il partito di opposizione Primero Justicia. Albán aveva fatto parte di una delegazione di esponenti dell’opposizione venezuelana che si era recata a New York per assistere alle sedute dell’Onu. Di ritorno all’Aeropuerto Internacional Simón Bolívar il 5 ottobre, ha segnalato via whatsapp che stava venendo prelevato da agenti del Sebin. Malgrado manifestazioni e proteste anche della Chiesa, di lui non si è saputo ufficialmente più nulla fino a quando l’8 ottobre il suo cadavere è apparso davanti alla sede del Sebin, in Plaza Venezuela di Caracas. Solo a quel punto il Procuratore Generale Tarek William Saab ha detto che il 56enne Albán era morto in detenzione. Accusato di aver partecipato a un misterioso attentato con droni contro Maduro e di essere coinvolto in altri “atti destabilizzatori”, si sarebbe lanciato dopo aver chiesto il permesso di andare in bagno. Il deputato all’Assemblea Nazionale Rosmit Mantilla, detenuto due anni malgrado l’immunità parlamentare, ha testimoniato che per prassi i detenuti del Sebin sono accompagnati al bagno da almeno due agenti che li sorvegliano da vicino. Il ministro dell’Interno, Giustizia e Pace Néstor Reverol ha dunque così corretto su Twitter: “trovandosi nella sala di aspetto del Sebin si è lanciato da una finestra delle istallazioni cadendo nel vuoto, provocandosi la morte”. Un’autopsia ufficiale fatta senza possibilità di controllo indipendente insiste sul suicidio. Fonti dell’opposizione parlano di torture che avrebbero fratturato le costole e perforato il cuore e di affogamento. Il cadavere sarebbe stato fatto volare apposta per nascondere l’omicidio.

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Metodo: “Suicidio”. Pagella. Efficienza: 2. Che sia morto sotto le torture o che effettivamente sia riuscito a scappare dalla sorveglianza per suicidarsi farebbe una grossa differenza dal punto di vista morale, ma in pratica nessuna come dimostrazione di incapacità. La stessa incapacità, peraltro, con cui il governo di Maduro gestisce l’economia e tutto il Venezuela.  Capacità di depistaggio: 0. Prelevano una persona in segreto; gli permettono di segnalare il sequestro; e poi invece di nasconderlo in qualche carcere clandestino lo portano in una sede conosciuta da tutti! Ricorda la barzelletta del rapinatore che noleggiava un taxi per andare a assaltare una banca… Infatti in questo confronto il Sebin è l’unico Servizio per il quale non si può usare nessun condizionale. Albán è sicuramente morto mentre si trovava sotto la sua custodia.

Concorrente numero quattro. al-Mabāḥiṯ al-ʿĀmmah, Direttorato Generale di Investigazione

È il Servizio di sicurezza interna saudita. Torniamo al condizionale: sarebbe il responsabile della scomparsa del 60enne Jamal Khashoggi. Un giornalista e analista politico saudita che non si è più visto dopo essere entrato nel consolato del suo Paese a Istanbul il 2 ottobre. Cugino del miliardario imprenditore nel settore degli armamenti Adnan Khashoggi, era un noto riformista, già caporedattore del quotidiano moderato Al Watan. Era stato anche consigliere e capo ufficio stampa della famiglia reale, ma nel 2017 il governo gli aveva intimato di smettere di scrivere e di usare i social network e lui allora si era trasferito a Washington, dove scriveva di Arabia Saudita per il Washington Post. A maggio aveva conosciuto Hatice Cengiz, cittadina turca di 36 anni. Apposta per ottenere un certificato di divorzio necessario al loro matrimonio si era rivolto all’ambasciata di Washington, che gli aveva consigliato di ritirare il documento al consolato di Istanbul, perché più informato sulla procedura. È entrato nel consolato alle 13, e non vedendolo tornare alle 16.30 la fidanzata ha dato l’allarme alle autorità turche, che il 6 ottobre hanno dichiarato di essere convinte che Khashoggi fosse morto. Il 9 ottobre il New York Times ha scritto che secondo gli inquirenti di Istanbul il giornalista è stato ucciso nel consolato e poi il suo cadavere è stato fatto a pezzi con una sega per essere trasportato fuori dall’edificio senza dare nell’occhio. Sospettato dell’operazione è un gruppo di 15 cittadini sauditi atterrati a Istanbul la mattina del 2 ottobre con due diversi voli. Nel pomeriggio dello stesso giorno i quindici sarebbero tornati in aeroporto a bordo di due auto, e un terzo veicolo avrebbe lasciato il consolato nello stesso momento. L’intelligence turca ha fatto filtrare presso giornali vicini al governo le foto dei 15 sospetti, identificandone due: un tenente dell’aeronautica militare saudita e un medico legale che lavora per l’agenzia di sicurezza interna saudita. Al Jazeera afferma di averne identificati successivamente altri sei come ufficiali delle forze speciali saudite. L’11 ottobre le autorità di Ankara hanno fatto sapere di avere registrazioni audio e video che attestano le violenze su Khashoggi e la sua uccisione.

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Metodo: “Romolo”. (Secondo la leggenda, Romolo era misteriosamente scomparso durante un’assemblea interrotta dal buio di un’improvvisa tempesta, e si disse che era stato assunto tra gli Dei. Ma secondo Plutarco “alcuni congetturarono che i senatori, dopo averlo ucciso ne smembrarono il cadavere distruggendo poi le singole parti”). Pagella. Efficienza 7. Indubbiamente, il personaggio scomodo è stato cancellato dalla faccia della terra nel modo più radicale. Il voto non può non venire abbassato dalla cattiva prova in depistaggio. Capacità di depistaggio 4. Visto che erano riusciti a far andare la vittima da Washington a Istanbul, magari potevano provare a dirottarlo in un Paese i cui Servizi non fossero ostili. Uno scenario complottista potrebbe addirittura sospettare che l’Intelligence turca sapesse già tutto, ed abbia lasciato agire i sauditi apposta per farli screditare.

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