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Gli integratori naturali non sono quello che sembrano

Gli integratori naturali al ginseng potrebbero non contenere alcuna traccia di ginseng. A dare la notizia The Atlantic e il New York Times. A confermare il sospetto ci sarebbe un’indagine aperta da Eric Schneiderman, il Procuratore Generale di New York volta a stabilire se gli integratori venduti nei centri commerciali della Grande Mela contengano effettivamente le sostanze dichiarate sull’etichetta.

Radici di Ginseng al mercato di Seoul (fonte: Wikipedia.org)
Radici di Ginseng al mercato di Seoul (fonte: Wikipedia.org)

I FINTI RIMEDI NATURALI
Gli esami condotti dagli esperti della procura hanno rilevato che quattro prodotti su cinque, tra quelli che ricadono sotto la denominazione di integratori naturali, in realtà non contengono in realtà alcun derivato della sostanza pubblicizzata sulla confezione. Per poter arrivare alla certezza della scoperta i prodotti sono stati analizzati in laboratorio alla ricerca di tracce di DNA delle sostanze naturali. Anzi, all’interno di questi cosiddetti rimedi naturali spesso non è stato trovato nulla di più di riso ed erba in polvere. Insomma sarebbero dei veri e propri placebo venduti però (a caro prezzo) come estratti di piante dal potere curativo. Di conseguenza il Procuratore ha inviato delle lettere cease and desist in cui chiede ai gestori dei negozi nei quali sono stati trovati i finti integratori naturali di smettere di commercializzarli.
Un estratto della lettera inviata dal Procuratore Generale di NY ai rivenditori di integratori naturali contraffatti (fonte: nytimes.com)
Un estratto della lettera inviata dal Procuratore Generale di NY ai rivenditori di integratori naturali contraffatti (fonte: nytimes.com)

Come è noto gli integratori naturali promettono generalmente di poter sortire qualsiasi tipo di effetto miracoloso sulla salute, e questo senza che sia necessario (in America) che i prodotti soddisfino particolari criteri di purezza. Ed è anche quello che ha consentito fino ad oggi il perpetrarsi di questa frode alimentare. Se ulteriori analisi scopriranno che le sostanze contenute nei prodotti spacciati per “integratori naturali” sono nocive per gli esseri umani allora il caso potrebbe essere sottoposto al vaglio della Food and Drug Administration che ha il potere di rimuovere un prodotto alimentare al commercio. Va notato che l’indagine in corso non ha stabilito se i prodotti contenenti realmente gli estratti di sostanze naturale abbiano o meno un potere benefico ma solo la presenza o meno di quanto dichiarato. Il giro d’affari degli integratori naturali nei soli Stati Uniti era stimato nel 2013 all’incirca in cinque miliardi di dollari. Un mercato davvero enorme all’interno del quale i produttori devono rispettare pochi requisiti. Visto che l’efficacia degli estratti naturali non è provata scientificamente e che non sono medicine sostanzialmente un’azienda deve solo assicurare che le sostanze non siano nocive. Poi può vendere un blister di pastiglie che “aiutano la memoria” o aumentano le prestazioni sessuali ma che in realtà contengono solo polvere di riso. In questo modo le case produttrici sfruttano il mercato dei rimedi alternativi con investimenti ridotti e margini di guadagno enormi. Sono stati pubblicati diversi studi che suggeriscono che una fetta consistente di questo mercato dei rimedi alternativi in realtà sarebbe composto da prodotti che non sono affatto quello che sembrano. Vista la situazione alcuni medici hanno dichiarato di avere non poche difficoltà a raccomandare o consigliare l’utilizzo di integratori naturali. Al di là degli effetti benefici o meno (ognuno è sempre libero di scegliere) chi vende prodotti che non sono quello che promettono di essere non può certo fare affidamento sull’effetto placebo per le tasche dei consumatori.