Cultura e scienze

Natalino Balasso e la censura della Lega di Salvini

natalino balasso 1

“In Veneto la politica della Lega è entrata dentro al Teatro Stabile. Se n’è impossessata. E io sono una conseguenza dei fatti, non l’unica, perché io i leghisti li attacco da sempre”: l’attore Natalino Balasso, intervistato oggi da Alessandro Ferrucci sul Fatto Quotidiano, racconta la sua esclusione dal Teatro Stabile Veneto. Nelle ultime tre stagioni ha lavorato (anche) con l’Ente della sua regione (è nato a Porto Tolle), mentre quest’anno è fuori dalla programmazione.

Il presidente dello Stabile, Giampiero Beltotto, le replica: “Nessuna censura”.
È una conseguenza dei fatti, di tempi e lettura della realtà.

Traduciamo.
La Lega è un movimento prepotente, e qui in Veneto si è impadronita delle strutture culturali; guarda caso mi risponde il presidente, non il direttore artistico. Lui tace.

Il presidente non è l’ultimo…
No, ma avrebbe dovuto inalberarsi il direttore, visto che ho attaccato la programmazione; invece la parola la prende uno che da anni si occupa della comunicazione della Lega, già portavoce di Zaia.

natalino balasso cacciato dai leghisti

Ora è accusato di sputare nel piatto nel quale ha mangiato.
Quindi avrei dovuto leccargli il culo?

Per carità.
Sono loro ad aver mangiato con me: ho sempre riempito i teatri, e per 900-1.000 euro a serata, quando loro ne incassavano anche trentamila.

Lavora poco. Dicono.
Ho 150 serate l’anno.

C’è stato un punto o una fase della Lega che ha aggravato la situazione attuale?
Quando Salvini ha iniziato a pretendere la rimozione degli striscioni dai palazzi.

E…
In questo modo ha sdoganato gli atteggiamenti censori dei suoi, liberi di assecondare, e in tanti si sono impauriti

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