Opinioni

Mutui a tasso fisso o variabile, il confronto

Mutui a tasso fisso o variabile? La Stampa pubblica oggi questo specchietto di confronto tra le due modalità di prestito ipotecario nel momento in cui il costo del denaro ai minimi ha schiacciato il livello dei tassi per il finanziamento dell’abitazione in area 1-2%. All’orizzonte si prospetta però l’incognita Banche centrali: Mario Draghi dovrà rialzare i tassi Bce.

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Tasso fisso e variabile, il confronto (La Stampa, 2 ottobre 2017)

Come muoversi per la scelta giusta prima di una risalita del costo del denaro? A orientare le decisioni è anche la scarsa differenza che oggi presentano i due tassi, variabile e fisso. Tra i due c’è un punto di scarto e non di più. In altri tempio il distacco era ben più ampio e arrivava a diversi punti percentuali. Orientarsi sul variabile oggi non porta più grandi risparmi sulla rata. Dunque molte famiglie scelgono il fisso. Costa poco di più del variabile e mette al riparo da un possibile incremento futuro della rata sulla scia delle politiche monetarie della Bce. «A questi livelli il fisso è un’assicurazione a basso costo» dice Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.
Certo, occorrerà essere preparati a un rialzo futuro dei tassi. La valutazione cambia invece se l’importo del mutuo è contenuto, intorno ai 50-80 mila euro. In questo caso, molto probabilmente, il finanziamento sarà estinto già in pochi anni. Vuol dire che il rischio di esporsi a un rialzo del costo del denaro sarà limitato. Meglio quindi approfittare di quel punto percentuale di costo in meno. All’opposto, i mutui a importo elevato, sopra gli 80100 mila euro, che richiedono più tempo, anche 20 anni per essere ripagati, saranno sicuramente coinvolti dal futuro andamento dei tassi Bce.