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Musumeci predica bene e razzola male: cena al tavolo con 20 persone

Il governatore siciliano, ieri al Corriere della Sera, aveva ammonito i suoi conterranei per i comportamenti scorretti che hanno portato la sua Regioni a “numeri” da zona gialla. Poi, però, si è fatto immortalare a una cena con una tavolata di 20 persone

Musumeci

“C’è chi rispetta le regole e chi invece ritiene di potere partecipare a un matrimonio con 300 invitati senza che uno solo abbia una mascherina. Ci rendiamo conto?”. Così aveva parlato – solo ieri, martedì 17 agosto – Nello Musumeci, governatore della Sicilia in un’intervista a Il Corriere della Sera. Secondo lui, l’imminente ritorno della sua Regione in zona gialla (già oggi i parametri del livello di occupazione di posti letto in terapia intensiva sono stati superati, quindi lunedì potrebbe concludersi l’estate in zona bianca) è colpa del comportamento di molti suoi conterranei. Vero e verosimile. Poi, però ci sono foto come queste.

Musumeci predica bene e razzola male: cena al tavolo con 20 persone

A denunciare quanto accaduto è stato il sindaco di Castel di Iudica (CT), Ruggero Strano, che ha mostrato le immagini di Nello Musumeci impegnato in una cena al ristorante La Ginestra: “L’articolo 12 della sua stessa ordinanza prevede che per partecipare alle feste sia necessario sottoporsi al tampone se non si è completato il ciclo di vaccinazione. A tutti i commensali è stato chiesto a che punto fossero con l’immunizzazione? Qual è il limite di persone per considerarla una festa? Non si può scaricare la colpa sui siciliani se non ci si comporta allo stesso modo”.

Il tema della mascherina è, ovviamente, secondario. Quando si è seduti in tavola a mangiare – all’aperto o al chiuso – non è necessario indossare il dispositivo di protezione individuale (se non per spostarsi tra i tavoli e muoversi all’interno del perimetro del bar o ristorante). Così come non verificabile è la questione della verifica dei tamponi o del completamento del ciclo vaccinale dei presenti. Quel che sembra andare contro le norme – previste anche da un’apposita ordinanza firmata dallo stesso Musumeci – è la grande tavolata composta da almeno venti persone. Perché le feste, per essere considerate tali, quanti “invitati” devono prevedere? Domanda a cui non si è data risposta, ma chi dovrebbe dare il buon esempio ha pensato bene di non darlo.