Politica

Movimento 5 Stelle, la scissione è vicina: i 15 senatori dissidenti saranno espulsi

Tra I big ci sono Nicola Morra e Barbara Lezzi. Ora potrebbe nascere un nuovo gruppo parlamentare

luigi di maio beppe grillo

I 15 senatori che ieri non hanno votato la fiducia al governo Draghi saranno espulsi. Il perché è semplice: non solo nel nuovo governo ci sono esponenti del Movimento, ma la piattaforma Rousseau ha parlato. E quindi, se di “democrazia diretta” si tratta, così deve essere sempre. L’annuncio lo ha fatto su Facebook  il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi:

I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi. Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell’orientamento emerso in seguito all’ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore.

Ed è il motivo -ad esempio- per il quale il senatore e già ministro Danilo Toninelli, pur non volendo sostenere l’esecutivo con a capo l’ex presidente della Banca centrale europea, ha deciso comunque di dare il suo “sì”: se lo dicono gli iscritti, così deve essere.

Continua Crimi:

I 15 senatori che hanno votato no sono venuti meno all’impegno del portavoce del MoVimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti. Tra l’altro, il voto sul nascente Governo non è un voto come un altro. È il voto dal quale prendono forma la maggioranza che sostiene l’esecutivo e l’opposizione. Ed ora i 15 senatori che hanno votato no si collocano, nei fatti, all’opposizione. Per tale motivo non potranno più far parte del gruppo parlamentare del MoVimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo.

Chi sono i senatori dissidenti?

I senatori dell’M5s che hanno detto “no”sono: Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Micco, Giannuzzi, Granato, La Mura, Lannutti, Lezzi, Mantero, Mininno, Moronese, Morra, Ortis. A disertare la votazione invece: Auddino, Botto, Campagna, Dessì, Garruti, Nocerino. Si va ora quindi verso la creazione di un nuovo gruppo parlamentare.

Tra chi rimane ma infelice e chi invece se ne va, l’M5s si sta sgretolando. Scrive Repubblica, sottolineando come gli insoddisfatti per Draghi siano molti:

Barbara Lezzi no, Nicola Morra no, e poi con loro altri tredici: la faglia nel M5S c’è tutta, i fuochi e fiamme nelle assemblee degli eletti sono diventate realtà anche in Aula. E poi vanno aggiunti altri otto assenti. Questo nonostante il fatto che nelle ore prima del voto in Aula a Palazzo Madama, avvenuto in tarda serata, c’era stato un pressing costante sugli eletti critici per far sì che cambiassero idea. Operazione a volte riuscita e a volte no.