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Mottarone, ora Eitan migliora e ricomincia a mangiare. Ma la prognosi rimane riservata

Se non ci saranno complicazioni nei prossimi giorni verrà sciolta la prognosi

eitan biran

A una settimana dalla tragedia della funivia del Mottarone, le condizioni di Eitan, il bimbo di 5 anni unico sopravvissuto, sono in significativo miglioramento anche se la prognosi rimane riservata. Ancora ricoverato, per precauzione, in rianimazione all’ospedale torinese Regina Margherita, per la prima volta il bambino, ha cominciato a mangiare alimenti morbidi e leggeri e se non ci saranno complicazioni nei prossimi giorni verrà sciolta la prognosi. Accanto a Eitan ci sono sempre la nonna e la zia. Con quest’ultima rimasta al suo capezzale fin dal suo ricovero all’ospedale Regina Margherita di Torino. Ancora non ha contezza di quanto accaduto e le prime domande rivolte a chi gli è vicino sono un’ulteriore ferita non satura dopo quanto accaduto domenica scorsa.

Eitan dopo essersi svegliato ha chiesto alla zia notizie della mamma e del papà

Forse ancora non sa di essere l’unico sopravvissuto di quella giornata che era partita come l’occasione per fare qualcosa di nuovo, risalendo lungo il Mottarone a bordo di quella funivia. Forse non ricorda neanche l’abbraccio del padre che ha fatto da scudo durante la caduta di quella cabina. Per questo, la sua prima domanda era stata: “Dove sono mamma e papà”. Poi ha chiesto anche dove si trovasse. Alla zia il delicato compito di raccontare, con calma, cosa è successo domenica mattina.

Come sta Eitan, il bimbo sopravvissuto

Al risveglio il piccolo aveva trovato di fronte a sé il volto della zia Aya. Per le norme anti COVID non sarebbe possibile, ma in questo caso è stata fatta un’eccezione come aveva spietato Giorgio Ivani, responsabile del reparto di rianimazione dell’ospedale infantile: “La nostra è una rianimazione aperta, ma in tempo di Covid non sarebbe possibile per un parente essere presente nella stessa stanza. In questo caso faremo un’eccezione perché sarà fondamentale peril bambino vedere un volto familiare e rassicurante non appena riprenderà conoscenza. Ma dobbiamo essere cauti, non è ancora fuori pericolo”. Il bambino sarà supportato da una squadra di psicologi che avranno il compito di accompagnarlo nella dolorosa consapevolezza di aver perso la mamma, il papà e il suo fratellino.