Economia

Monte dei Paschi di Siena, la fuga dei clienti dalla banca continua

La situazione di incertezza in cui si trova il Monte dei Paschi di Siena ha provocato un’emorragia di depositi dalla banca senese, con 6 miliardi di euro di “raccolta diretta commerciale” persi tra il 30 settembre e il 13 dicembre, “di cui 2 miliardi dal 4 dicembre 2016, data del referendum costituzionale“. È quanto emerge dall’aggiornamento del prospetto sull’aumento di capitale. I sei miliardi si aggiungono ai 13,8 miliardi persi nei primi nove mesi del 2016, portando il saldo negativo a quasi 20 miliardi di euro.

MPS, la fuga dei clienti dalla banca continua

Ricordiamo che i titolari di conto corrente sono gli ultimi ad essere coinvolti e lo verrebbero solo in caso di bail-in per chi ha depositi sopra i 100.000 euro e solo per la parte superiore a quella soglia. Chi ha una cassetta di sicurezza, così come i titolari di conto titoli, non corre alcun rischio perché la banca svolge il ruolo di custode dei beni o degli investimenti. Fino a settembre la raccolta della banca ha vissuto un tracollo di ben 14 miliardi, pari all’11% della provvista diretta: alla fine del 2015 il Paschi contava su 119 miliardi, ora sono arrivati a 105: 7 miliardi in meno arrivano dallo svuotamento dei conti correnti, 2,5 dai depositi vincolati. I clienti i Mps hanno in via prudenziale preferito alleggerire le posizioni sulla banca. E questo è avvenuto non a caso nell’anno che è seguito alla risoluzione delle 4 banche, nell’anno del bail in.

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Monte dei Paschi di Siena, (Il Sole 24 Ore, 12 dicembre 2016)

Con un ulteriore accelerazione nella fuga, come si evince dai documenti della banca, subito dopo la bocciatura estiva di Mps negli stress test della Bce. Il Sole 24 Ore ricorda che  «solo quest’anno la banca ha perso 100mila clienti che si aggiungono ai 159mila clienti usciti dal 2013 al 2015. Una sorta di progressivo abbandono che è andato di pari passo con la crisi annosa dell’istituto e con il deterioramento dei conti. Se si getta lo sguardo all’indietro il quadro che emerge è quello di una lenta e protratta agonia. Solo l’indicatore della raccolta diretta la dice lunga sullo stallo pesantissimo e su quel lungo tunnel buio in cui si è infilata Siena. Dal 2010 la raccolta di denaro presso la clientela è scesa di ben 50 miliardi. Un’ecatombe: oltre un terzo del finanziamento dei clienti è andato perduto. Un numero che non ha eguali tra le altre big bancarie del Paese».

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