Economia

Perché Minenna è il candidato M5S alla presidenza di Consob

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Alla fine sarà Marcello Minenna il candidato del MoVimento 5 Stelle alla presidenza della Consob, l’autorità per il controllo delle attività delle società e della Borsa. Non solo, sul nome di Minenna – editorialista del Sole 24 Ore e dirigente Consob con un passato da assessore al bilancio della giunta Raggi (e chi non lo è stato) – ci sarebbe l’accordo della maggioranza di governo. A confermarlo ieri un tweet del senatore pentastellato Elio Lannutti che in passato aveva accusato Minenna di essere un raccomandato e che oggi è tra i suoi più importanti sostenitori.

Marcello Minenna sarà il candidato alla presidenza della Consob

Secondo Lannutti Marcello Minenna sarà il candidato unico del Governo per la successione a Mario Nava, dimessosi a settembre dopo le pressioni ricevute da Lega e MoVimento 5 Stelle che avevano denunciato l’incompatibilità tra il distacco dagli uffici tecnici della Commissione europea e la guida dell’Authority di vigilanza sui mercati. La parola ora passa al Presidente della Repubblica che ha il compito di nominare il presidente della Consob su indicazione da parte del Presidente del Consiglio.

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In particolare il Colle dovrà valutare eventuali conflitti d’interesse e soprattutto i requisiti di indipendenza di Minenna. Un elemento questo che potrebbe essere messo in dubbio proprio dalla sua fugace esperienza di assessore a Roma, ruolo che lui ha sempre definito “tecnico”. La notizia farà felice un altro esponente del MoVimento 5 Stelle che in questi mesi si è molto speso a favore di Minenna. Si tratta della deputata partenopea Carla Ruocco, che da parecchio tempo viene definita “assai legata” all’ex assessore al bilancio della Capitale. L’onorevole Ruocco è attualmente presidente della commissione Finanze della Camera.

Tutte le volte che Carla Ruocco ha difeso Marcello Minenna

Ai più attenti non è sfuggito lo stretto rapporto professionale che lega la deputata pentastellata all’economista uscito dalla Bocconi. Minenna era assieme alla Ruocco il 20 luglio del 2016 quando il MoVimento 5 Stelle festeggiava la storica vittoria alle amministrative capitoline «Roma cambia musica!».

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Due giorni dopo, il 22 luglio, la Ruocco presentò Minenna come nuovo assessore al bilancio, al patrimonio e alla riorganizzazione delle partecipate di Roma Capitale. Una sorta di conferma visto che aveva già collaborato all’amministrazione commissariale Tronca che aveva traghettato Roma dall’era Marino a quella Raggi. Durerà poco, ad inizio settembre Minenna si dimise dalla carica dopo l’addio di Carla Romana Raineri il capo di gabinetto della sindaca dovuto alla bocciatura dell’ANAC.

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Ma Minenna era già da tempo nell’orbita dei tecnici vicini al MoVimento 5 Stelle, nel 2015 in Commissione Finanze il dirigente della Consob spiegava ai deputati il pericolo dei derivati.  A dicembre del 2015 Carla Ruocco – assieme al presidente di Adusbef Elio Lannutti – firmava sul Blog delle Stelle un duro attacco all’allora presidente dell’Autorità Giuseppe Vegas accusato di aver reso inoperativo  «l’Ufficio analisi quantitative della Consob, un Ufficio con competenze tecniche riconosciute a livello internazionale nei temi della finanza, dei derivati e più in generale nella valutazione dei prodotti finanziari e nella misurazione dei rischi». È importante che sappiate – proseguivano Ruocco e Lannutti «che proprio nel 2011 l’Ufficio viene reso inoperativo con una serie di provvedimenti organizzativi e addirittura il capo di questo Ufficio (ma non solo) diviene vittima di procedimenti disciplinari su questioni insussistenti come ha sentenziato il TAR». Si trattava proprio dell’ufficio il cui direttore era – ed è tutt’ora – Marcello Minenna.

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In una successiva interrogazione presentata assieme a Laura Castelli la Ruocco tornava all’attacco contro Vegas chiedendo al ministro dell’Economia la revoca del mandato al presidente perché aveva «ordinato di rimuovere dalla documentazione per l’offerta e la vendita delle obbligazioni il presidio informativo costituito dagli scenari probabilistici» proprio quelli inventati nel 2009 dall’Ufficio diretto da Minenna che le interroganti ricordano essere «all’interno della Consob l’unità competente per la vigilanza su simili questioni è l’Ufficio analisi quantitative».

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Più di recente Carla Ruocco su Twitter espresse tutta la sua solidarietà per “l’attacco” a Milena Gabanelli per un suo servizio sulle “soluzioni per il debito pubblico”. L’attacco in realtà era un preciso e puntuale fact checking delle informazioni date dalla giornalista di Dataroom del Corriere della Sera.

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Come scritto da più parti, dati alla mano, la Gabanelli aveva detto gravi inesattezze e propagandato vere e proprie fake news sui numeri, sul funzionamento del debito pubblico, sui fondi per l’acquisto del debito e così via. Curiosamente in quel servizio di Dataroom compariva proprio Marcello Minenna che aveva illustrato la sua proposta di “assicurazione sul debito” che avrebbe consentito di uscire vivi dal debito togliendolo dalle spalle degli Stati, non farne più di nuovo, e assicurarlo attraverso un vero Fondo Salvastati.

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