La macchina del funky

I milioni di debiti lasciati in eredità a Virginia Raggi

Franco Bechis su Libero di oggi ci racconta delle delibere firmate dal commissario straordinario del Comune di Roma Francesco Paolo Tronca tra la vigilia delle elezioni amministrative e i ballottaggi: lavori urgenti da effettuare e contratti di servizio tra cui il riconoscimento dei debiti fuori bilancio per qualche decina di milioni di euro, che aggravano ancora di più la posizione finanziaria del Campidoglio:

Sorprende che questo lavoro di pulizia delle questioni sospese siastato deliberato quasi tutto nell’ultimo venerdì di campagna elettorale per i ballottaggi, il 17 giugno. Anche perché si regolano con quel riconoscimento dei debiti proprio nell’ultimo giorno di effettiva gestione commissariale questioni che pendevano da anni, qualcuna addirittura da tre lustri e più. Si va dal contenzioso davanti al tribunale del lavoro con propri dipendenti a cui non è stato dato in passato quanto spettava in termini di scatti di anzianità, o di pagamento di festivi e di straordinari, a contenziosi giudiziari con singoli cittadini e imprese che ora il commissario straordinario ha deciso di chiudere caricando la relativa liquidazione appunto sul capitolo dei debiti fuori bilancio.
Solo venerdì scorso ad esempio è apparso sull’Albo pretorio del comune di Roma l’ultimo decreto firmato da Tronca che autorizzava a pagare 3 milioni di euro inserendoli nel capitolo dei debiti fuori bilancio alla società T3T spa che aveva ereditato un contenzioso instaurato con il comune di Roma dalla società San Paolo Building nel 2009.

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Non è la sola delibera di peso, e in quella sua ultima giornata Tronca ne ha firmate a decine, come aveva per altro fatto anche nei giorni precedenti:

Fra questa la decisione di inserire sempre nel capitolo dei debiti fuori bilancio il riconoscimento di 1,4 milioni di euro a una società immobiliare, la Farvem Real Estate srl, per «l’indennità di occupazione dovuta al periodo 1 luglio-31 dicembre 2014». Non pochi soldi sono stati stanziati anche in extremis per «lavori in procedura di somma urgenza». Un milione e 75mila euro stanziati proprio alla vigilia dell’arrivo della Raggi per «l’eliminazione delle condizioni di rischio a pregiudizio della pubblica incolumità nella porzione di versante posta immediatamente a monte di Viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto».
Urgentissimi, si capisce, nel giugno 2016, visto che la pubblica incolumità è diretta conseguenza «degli eventi franosi avvenuti il 30 gennaio 2014 e giorni seguenti».Cioè due anni e mezzo prima. Altro stanziamento che Tronca riconosce in extremis in bilancio ammonta a 1,67 milioni, anche qui per «lavori di somma urgenza per la rimozione dello stato di pregiudizio della pubblica incolumità in conseguenza degli eventi alluvionali del 30 e 31 gennaio 2014» intorno alla via Cassia. Stesso luogo, stessa urgenza semprea due anni e mezzo di distanza dal disastro naturale, ed ecco qui prendere il volo dalle casse del comune di Roma un altro milione e 555 mila euro. Meno comunque della somma urgenza a Monte Mario (sempre per gli eventi del gennaio 2014), dove Tronca ha impegnato altri 2,57 milioni di euro.