Cultura e scienze

Le grandi battaglie di Meloni e Salvini per Elsa di Frozen

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Due anni fa su Nextquotidiano ci chiedevamo chi avesse paura di una principessa Disney lesbica. La principessa in questione era Elsa, la protagonista di Frozen e all’epoca era appena partita la campagna per chiedere agli sceneggiatori del sequel di inserire nella trama la figura della fidanzata di Elsa. Secondo un’interpretazione del film infatti Elsa potrebbe essere omosessuale. Non solo perché non viene salvata dall’intervento del principe azzurro ma anche perché in “Let it go” ad un certo punto Elsa canta: «Don’t let them in, don’t let them see. Be the good girl you always have to be. Conceal, don’t feel, don’t let them know, Well now they know» (nell’adattamento italiano il doppio significato è andato perso). Oggi abbiamo scoperto che ad avere paura di Elsa di Frozen sono Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Salvini è “preoccupato” dal mondo al contrario

Qualche giorno fa il New York Post ha lasciato intendere che la campagna internazionale #GiveElsaAGirlfriend potrebbe aver avuto successo e che Jennifer Lee – regista e sceneggiatrice del sequel – non avrebbe escluso la possibilità che la principessa possa innamorarsi di una ragazza. Apriti cielo, Salvini e la Meloni – che hanno cose più importanti di cui occuparsi – hanno subito prese le difese dei “nostri bambini”. Salvini durante un comizio a Frozen ha detto «io dico, ognuno fa quello che vuole, però non avete come l’impressione che ci stiano preparando un mondo al contrario?». È chiaramente il mondo del gender, ma non solo perché in questo brave new world salviniano «ha più diritti l’immigrato rispetto all’italiano, dove giocare con due bambolotti, maschietto e femminuccia, ma ci sono alcune scuole dove spiegano che non c’è differenza tra maschietto e femminuccia, che siamo tutti uguali».

Salvini è preoccupato e quindi “vuole intervenire prima che il mondo non sia arrivato da un’altra parte”. Elsa di Frozen non solo farebbe parte del complotto globale dell’ideologia gender ma addirittura del piano per la sostituzione organizzata dei popoli. Se da un lato l’allarme gender non stupisce poi così tanto, visto che già all’uscita di Frozen (nel 2013) qualcuno disse che il cartone faceva parte della terribile e temuta agenda della propaganda gay, il pericolo immigrazione è una novità. Fino ad ora nessuno si era mai chiesto se Kristoff aveva il permesso di soggiorno per vivere ad Arendelle. E aspettate che Salvini scopra che è un orfano adottato da un troll. Da quando in qua i troll possono usufruire della stepchild adoption? Subito una riforma di legge ad Arendelle, Salvini sarà il primo firmatario.

Giorgia Meloni pensa prima ai bambini

Sarà interessante vedere come Salvini difenderà l’Italia dal mondo all’incontrario. Chissà, forse il futuro Presidente del Consiglio telefonerà alla Disney per dire che non si possono mica permettere di fare quello che vogliono. Perché in Italia c’è un Presidente del Consiglio, che non ha mai lavorato in vita sua, che ha avuto due figli da due donne diverse (una non è nemmeno sua moglie!1!) e che ora sta con una conduttrice televisiva, che lui sa cosa è meglio per i figli degli altri perché le radici cristiane d’Europa non si tagliano mica così facilmente, signora mia.

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Ecco quindi che arriva la leader di Fratelli d’Italia, che aspira a diventare la prima donna Presidente del Consiglio del nostro Paese (ehi, come Elsa!) che tuona su Facebook: «BASTA! Ci avete stufato! Giù le mani dai bambini!». Anche la Meloni vuole difendere i valori cristiani. Che – immaginiamo – comprendano quello della “famiglia fondata sul matrimonio”. Ed infatti la Meloni ha avuto una figlia (il cui concepimento è stato graziosamente annunciato al Family Day) fuori dal matrimonio. Eppure nessuno è andato da Giorgia Meloni a dirle: “giù le mani da tua figlia!1”. A quanto pare sono tutti ultraconservatori con le famiglie degli altri.

Giù le mani dai nostri Salvini!

Ai due leader sovranisti, vogliamo fornire alcuni spunti per nuove battaglie: Mulan si traveste da ragazzo per poter realizzare i suoi sogni. In un altro lungometraggio una ragazzina si innamora di una bestia, un vero e proprio animale peloso. E cosa dire del fatto che nella maggior parte dei cartoni animati i protagonisti sono orfani (e quando va bene vengono affidate alle cure di non due, ma tre, donne)? Non è che forse i film Disney (ma non solo) sono sempre stati anche cartoni animati sull’incontro e la comprensione del “diverso”? Per scoprirlo Salvini e Meloni sono disposti ad impegnarsi a creare una commissione d’inchiesta parlamentare? Anzi, essendo il tema della massima importanza per l’Italia proponiamo che Giorgia Meloni e Matteo Salvini partano immediatamente per gli Stati Uniti, direzione Disneyworld, per esaminare accuratamente ogni fotogramma. Siamo sicuri che il Paese saprà ricompensarli una volta tornati, tra una decina d’anni.