La macchina del funky

Matteo Renzi non vuole candidare Maria Elena Boschi ad Arezzo?

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Per Maria Elena Boschi niente candidatura in Toscana, meglio il Lazio o la Campania. Lo scrive oggi Il Giornale, sostenendo che questa è l’intenzione del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi: una fuga dalla Toscana per neutralizzare l’impatto di Banca Etruria sulla prossima tornata elettorale. Sostiene Pasquale Napolitano:

La madrina della riforma costituzionale, bocciata dai cittadini nel referendum di 4 dicembre scorso, potrebbe essere catapultata in Campania o nel Lazio, come capolista nella quota proporzionale dei listini bloccati. Renzi considererebbe un azzardo schierare la Boschi ad Arezzo: la ferita per il crac della Banca Etruria è ancora fresca.
Come la rabbia dei risparmiatori per la gestione «allegra» delle casse della popolare. Uno scandalo che chiama in causa Pierluigi Boschi, padre dell’ex ministro ed ex vicepresidente della banca. Il volto della Boschi sui manifesti del Pd potrebbe avere un effetto devastante per la prossima campagna elettorale. Ogni incontro politico si trasformerebbe in rissa tra la sottosegretaria e i comitati dei risparmiatori truffati.

di maio boschi insulti stretta di mano - 17
Via Twitter.com

Ma c’è anche un’altra ragione che avrebbe spinto Renzi a suggerire alla Boschi di emigrare fuori Toscana: la presenza dell’ex ministro ad Arezzo, cuore della protesta dei correntisti di Etruria, nella lista del Pd sposterebbe lo scontro elettorale sul tema delle banche:

Timore confermato da alcune voci che arriverebbero dall’interno del M5s,che vorrebbero Luigi Di Maio in campo ad Arezzo, come capolista dei grillini con la missione di soffiare sul vento dello scandalo Etruria. Di Maio utilizzerebbe il nome Boschi come arma elettorale per affondare il colpo contro Renzi. La Boschi sarebbe, dunque, pronta a lasciare l’amata Toscana per cercare consenso in terre migliori.
La soluzione Roma è la più gettonata in queste ore: già alle primarie di aprile, Renzi ha spedito l’ex ministro nel collegio di Ostia. Ora, dopo gli scontri con Visco e con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, la popolarità della Boschi è in caduta libera. L’esilio forzato sarebbe l’unica strada per difendere da nuovi attacchi il volto giovane e pulito del renzismo. Anche la soluzione Napoli è valutata al Nazareno tra le opzioni: una candidatura che avrebbe l’avallo sia del segretario regionale Assunta Tartaglione che del sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto.

Ma anche il presidente della Regione Vincenzo De Luca si sarebbe offerto per assicurare sostegno elettorale alla Boschi in Campania. In cambio di cosa? Ovviamente, del via libera alla candidatura del figlio Piero De Luca al Parlamento.
EDIT: Ci segnalano, giustamente, che Maria Elena Boschi era candidata al IX e al X Municipio di Roma per l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Scriveva all’epoca proprio il Giornale:

«La Boschi è candidata capolista con me all’Assemblea nazionale del Partito democratico in un collegio molto grande che comprende il nono e decimo Municipio della capitale», ha spiegato la compagna di lista Patrizia Prestipino, che non ha mancato di elogiarne il «coraggio»: «Ha fatto questa scelta importante e non scontata di candidarsi a Roma». A sentire le voci nel Pd però, non è stata una scelta poi così coraggiosa.
La candidatura a Roma ha tutta l’aria di essere una ritirata strategica. E infatti, la sua elezione all’Assemblea nazionale non è certo in dubbio, essendo stata piazzata come capolista in un collegio blindato, non tanto per il consenso che il Pd riscuote in zona, ma al contrario per la scarsa affluenza. Si tratta infatti di una zona che comprende l’Eur e soprattutto Ostia, dove il Pd è stato commissariato, con scarso esito, dopo Mafia capitale.

Pare quindi altamente probabile che la Boschi non sarà candidata in Toscana, ma a Roma.