Opinioni

Matteo Renzi: «Il pensionato che ha ucciso un ladro non è un eroe»

“Quando la magistratura indaga la politica deve tacere. Fare del pensionato un eroe penso sia un errore innanzitutto per la persona e per le dinamiche che non sono chiare”. Una presa di posizione forte quella di Matteo Renzi a Otto e mezzo durante l’intervista con Lilli Gruber. “Chi si trova in casa qualcuno ha una reazione comprensibile ma il codice dice ci deve essere proporzionalità”. Renzi sta parlando del caso di Francesco Sicignano, che ha ucciso un giovane di nazionalità romena entrato nella sua proprietà insieme ad altre due persone probabilmente per rubare. Sicignano è oggi accusato di omicidio volontario e non di eccesso colposo di legittima difesa.
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Il ragazzo, insieme a due complici, è entrato nella notte in una casa della cittadina e il proprietario, un pensionato 65enne che vive insieme alla moglie al secondo piano di una colorata palazzina di via Luigi Cagnola, svegliato dai rumori, ha reagito a colpi di pistola. Uno ha centrato un 28enne romeno che è morto sul colpo. Inutile l’intervento dell’ambulanza che è stata chiamata intorno all’1.30 dallo stesso 65enne. I vicini hanno visto scappare “altre persone”. E hanno raccontato che l’uomo aveva preso una pistola per difendere la sua famiglia dopo aver subito quattro furti da agosto. L’arma, una calibro 38 semiautomatica, era detenuta legalmente. Il caso è diventato contestato nel momento in cui la ricostruzione dei fatti fornita da Sicignano. L’uomo ha raccontato di aver sparato al ragazzo nella sua abitazione, in cucina, a una distanza di due metri e mezzo. Il corpo però è stato ritrovato in giardino. In più, non risulterebbero segni di effrazione, né tracce di sangue all’interno della villetta di Vaprio d’Adda (Milano) e il proiettile che ha raggiunto il giovane avrebbe avuto una traiettoria dall’alto verso il basso, compatibile con un colpo sparato dalla cima delle scale verso gradini più in basso. Particolari, assieme ad altri elementi emersi dai primi accertamenti, che sembrerebbero confermare l’ipotesi che il ladro sia stato colpito frontalmente, con un proiettile al cuore, mentre si trovava sulle scale esterne dell’abitazione e non era ancora entrato in casa. Una ricostruzione diversa, quindi, dalla versione fornita da Sicignano.
Si attendono ora gli esiti degli esami balistici disposti dal pm e dell’ autopsia del 22enne (fissata per lunedì prossimo), che potranno fornire ulteriori elementi per ricostruire la dinamica. Sono due i proiettili trovati finora dai carabinieri che hanno eseguito i rilievi. Un proiettile inesploso è stato trovato all’ interno della cucina, mentre l’altro è rimasto nel corpo dell’ albanese. Dopo aver sparato al giovane, il pensionato ha esploso altri due colpi all’esterno, in aria stando alla sua versione. Ma i proiettili non sono stati trovati. Dalle prime indagini sembrerebbe, poi, che la traiettoria del proiettile che ha raggiunto l’albanese abbia avuto un percorso dall’alto verso il basso. Tanto che il pm avrebbe contestato all’indagato questo fatto chiedendogli: “Scusi, ma lei è salito su una sedia per sparare?”. Ci sono dubbi, inoltre, sull’ipotesi che il ladro, raggiunto da un proiettile al cuore, abbia avuto la forza di trascinarsi fuori di casa. Stando alla versione dell’indagato, il giovane avrebbe dovuto prima uscire da una finestra per poi passare su una grondaia e su un terrazzo e, infine, arrivare alle scale. Cosa che gli inquirenti ritengono poco probabile. Infine, non sono state trovate tracce di sangue nella casa ma solo all’esterno, dove era riverso il cadavere. L’albanese aveva numerosi precedenti penali, anche per furto. Era arrivato in Italia nel 2012 ed era stato espulso nel 2013.

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