La macchina del funky

Massimo D'Alema: «Vieni qui, ti spacco la faccia»

massimo d'alema feps

Massimo D’Alema non perde il cattivo umore. E il Sud, mentre a taluni stimola l’appetito, a lui deve far venir voglia di menare le mani. Specialmente contro i contestatori, visto quello che racconta oggi Tommaso Labate sul Corriere della Sera riguardo quanto accaduto a Barletta prima e poi a Messina:

Il popolo di Sinistra Italiana, accorso giorni fa a Barletta per sentirlo dialogare con Nicola Fratoianni, trattiene per un attimo il fiato. Pasquale Cascella, suo portavoce ai tempi di Palazzo Chigi e oggi sindaco della città pugliese, si è appena allontanato per andare a celebrare l ’annuale remake della storica Disfida.
È come se la platea percepisse che Massimo D’Alema si sta caricando come una molla per sganciare l’ennesimo fendente della serata. E il gancio, per fortuna soltanto sfiorato, si materializza nelle parole dell’ex premier: «Ogni tanto qualcuno se la prende con me per questo», il riferimento è all’intervento in Kosovo, «o per quell’altro. L’altro giorno a Messina ho incontrato uno che mi ha detto “tu hai consegnato Ocalan alla Turchia”. Io gli ho detto “vieni qua che ti spacco la faccia”. Mi sono tolto gli occhiali…».

massimo d'alema ocalan
D’Alema rimane stupito del fatto che tanti anni dopo la sua prima linea il suo ritorno in campo susciti tanta voglia di rivalsa o la ridiscussione degli atti più importanti della sua politica. Non dovrebbe, visto che è assolutamente normale:

Il dettaglio storico sul leader del Pkk, la prima grana internazionale che piovve sul governo D’Alema nel 1998 («Io non ho consegnato Ocalan, furono i servizi greci che lo diedero a Israele»), è stata la spia di un fenomeno più grande. In pensieri, parole opere e anche omissioni dell’anno 2017 — ma soprattutto nelle parole («Ti spacco la faccia», «Chi dice che la Sicilia è un fatto locale è un idiota», «Renzi mi ha voluto punire col Pse ma io, quando prendo un cazzotto, lo restituisco») — il Lider Maximo ha celebrato la sua definitiva mutazione.
Il politico celebrato fin da bambino da Togliatti, il leader che costruiva i governi a tavolino ricevendo le telefonate del Quirinale nelle pause pubblicitarie dei programmi tv (il governo Dini nacque così, durante una trasmissione di Luciano Rispoli), adesso è diventato un agit prop. Parla come il popolo, si rivolge direttamente al popolo.

Ma se il popolo lo fa arrabbiare…