Cultura e scienze

Marijuana terapeutica? Fatelo per i bambini

Cosa succede se si prendono dei bambini che soffrono di una malattia molto grave per la quale non c’è una cura e una medicina naturale dai poteri miracolosi che però al tempo stesso è anche una droga? Succede che i mezzi d’informazione iniziano a parlare della Sindrome di Dravet (che è una rara forma di epilessia caratterizzata da crisi molto gravi per la quale non esiste un trattamento farmacologico), di farmaci derivati dalla marijuana che potrebbero aiutare i genitori dei piccoli pazienti a gestire meglio le crisi epilettiche e succede ovviamente che la questione diventi controversa, perché la marijuana è pur sempre una droga.

 
MARIJUANA ED EPILESSIA
John Picklap ha girato un breve documentario per raccontare la storia di Lucy Rhoden, una bambina di tre anni affetta dalla Sindrome di Dravet. Non è la prima volta che si parla di marijuana per il trattamento delle crisi epilettiche, di recente il la camera dei rappresentanti dello stato della Virginia ha approvato una legge che agevola ai genitori dei pazienti affetti da Dravet l’accesso a farmaci derivanti dalla marijuana. La legge è stata fortemente voluta e sostenuta dalle famiglie dei malati e non è passato senza creare qualche malumore tra i Repubblicani e deve ancora superare una votazione al Senato della Virginia. Il timore dei conservatori infatti è che possa costituire un precedente verso la legalizzazione della marijuana, quando invece consiste solamente (tra l’altro limitando in modo ben preciso la possibilità di accesso ai farmaci contenenti Cannabidiolo) in un passo avanti verso la libertà di cura. La campagna per una riclassificazione della marijuana ad uso terapeutico è guidata da un gruppo di genitori che hanno aperto una pagina Facebook Parents Coalition for Rescheduling Medical Cannabis e girato un breve e commovente video per mostrare ai legislatori la realtà delle crisi epilettiche (la cui visione è consigliata anche a tutti quelli che credono che l’epilettico sia uno che finge di stare male).

 
I famigliari dei malati hanno anche lanciato un hashtag su Twitter #stoptheseizures e promosso una petizione online rivolta a Michelle e Barack Obama affinché il governo federale si occupi del tema della marijuana per uso terapeutico. Uno dei problemi infatti è che i farmaci derivati dalla marijuana non sono disponibili ovunque ma solo in alcuni stati, le famiglie sono quindi costrette a trasferirsi altrove per poter aver accesso alle terapie che promettono di alleviare le sofferenze dei propri figli. Le medicine di cui questi pazienti vorrebbero poter fare uso sono derivate da una particolare varietà di cannabis che ha un alto contenuto di Cannabidiolo (CBD) ma un bassissimo contenuto di THC (che è la molecola che crea dipendenza). Per questo motivo i pazienti e i loro genitori chiedono che i farmaci vengano riclassificati da sostanze potenzialmente dannose (schedule 1 secondo la classificazione del Controlled Substance Act) a quelle con un riconosciuto valore terapeutico (schedule 2).

LO STATO DELLA RICERCA SCIENTIFICA  
Molti genitori sostengono che i farmaci derivati dalla marijuana con un alto tasso di CBD siano in grado di curare e alleviare le crisi epilettiche. Qualche anno fa era salito alla ribalta delle cronache il caso dei genitori di Charlotte Figi e Zacki Jackson che avevano scoperto di poter curare i propri figli grazie ad una particolare varietà di marijuana chiamata Charlotte Web.
 
Fermo restando che per la Dravet non esiste una terapia efficace e che molti genitori riportano che i farmaci “alla marijuana” danno sollievo ai propri figli durante le crisi epilettiche c’è ancora molta strada da fare prima di poter consentire a tutti l’accesso ai farmaci “alla marijuana”. Prima che parta la solita litania su Big Pharma che non vuole che ci si curi con i rimedi naturali è bene sottolineare due cose: per la Dravet – che è una malattia genetica rara – non esiste una terapia farmacologica (quindi “Big Pharma” non ci sta guadagnando) e in secondo luogo medici e ricercatori non sono contrari all’ipotesi di una terapia basata sul CBD. Ad esempio l’Università del Coloradosta reclutando dei pazienti per poter iniziare una serie di test per verificare la fondatezza delle affermazioni e la possibilità di una terapia. La Dravet Syndrome Foundation, la fondazione che si occupa di sostenere la ricerca sulla malattia ha pubblicato un comunicato in cui esprime un cauto ottimismo ed invita a perseguire la strada della ricerca medica per poter fornire maggiori certezze scientifiche. marijuana dravet syndrome foundation
L’associazione dei pediatri americani (pur contrastando l’utilizzo della marijuana terapeutica al di fuori del controllo medico) ha chiesto alla DEA di procedere alla riclassificazione del CBD come sostanza terapeutica proprio per favorire la ricerca scientifica sull’argomento e poter finalmente dare qualche certezza dal punto di vista medico. La stessa cosa l’ha fatta Epilepsy Foundation la Fondazione che si occupa della ricerca sull’epilessia. Ci sono in ogni caso alcune ricerche che hanno già preso in esame l’interazione tra Cannabidiolo e epilessia,
marijuana epilessia CBD
I risultati sembrano promettenti ma i candidati che hanno partecipato ai trials sono ancora troppo pochi per poter essere statisticamente rilevanti. Quello che ora serve quindi è (come sempre) destinare risorse alla ricerca scientifica in modo da poter ottenere una risposta chiara sulla valenza terapeutica del Cannabidiolo nel trattamento delle crisi epilettiche.
 
I TWEET PER #STOPTHESEIZURES