La macchina del funky

«Maria Elena Boschi ha scritto la mozione contro Ignazio Visco»

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Ettore Rosato e la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi hanno materialmente scritto la mozione del Partito Democratico contro Ignazio Visco che ha fatto finire nei guai Matteo Renzi. E se nel caso del capogruppo Dem c’è poco da dire, per quanto riguarda la sottosegretaria l’accusa è non aver informato il governo delle intenzioni del PD. Ne parla Francesco Manacorda oggi su Repubblica:

A scrivere il testo della mozione Pd che attaccava il vertice di Bankitalia e chiedeva i presupposti per «una nuova fiducia nell’istituzione» – è infatti la ricostruzione che si fa a Palazzo Chigi – è stato il capogruppo del Pd alla camera Ettore Rosato con la fattiva collaborazione della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi; proprio lei avrebbe aggiunto alcuni punti di suo pugno a una mozione che suonava come uno schiaffo a Visco e a Bankitalia.
Peccato che Rosato abbia assicurato – prosegue la ricostruzione – alla presidenza del gruppo Pd che il testo fosse ovviamente noto anche al governo mentre così non era. E davvero peccato che la Boschi si sia ben guardata dall’informare i suoi compagni di governo come lo stesso Gentiloni e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per non parlare del Presidente della Repubblica.

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I casi che accusano la vigilanza di Bankitalia (La Repubblica, 19 ottobre 2017)

Secondo il quotidiano quindi martedì alla Camera si è spezzato il filo di fiducia che ancora teneva legato il presidente del Consiglio e il segretario del Pd, suo azionista di maggioranza. Una rottura acuita dal comportamento della Boschi e dal fatto che nessun altro dei ministri, anche quelli più vicini a Renzi come Maurizio Martina, era stato avvertito della mossa in preparazione. La ricostruzione è completamente smentita però da Matteo Renzi, che in un’intervista al Quotidiano Nazionale sostiene: “Il Governo non era semplicemente informato: era d’accordo. La mozione parlamentare non solo era nota al Governo, ma come sa chi conosce il diritto parlamentare, prevedeva che il governo desse un parere. Che c’è stato ed è stato positivo”. In realtà il parere positivo è arrivato dopo la riformulazione della mozione con toni più morbidi nei confronti di Visco e già questo dovrebbe dimostrare che il governo non conosceva i termini della mozione, visto che altrimenti non avrebbe chiesto di riformularla.