Rassegna Stampa

"Un mio ex mi picchiava e ha tentato di uccidermi", il racconto di Mara Venier

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Mara Venier

Le minacce, le botte e – alla fine – anche quel tentativo di ucciderla brandendo un coltello sotto casa. A raccontare questa storia che riemerge dal suo passato è stata Mara Venier. Intervistata da Il Corriere della Sera, la conduttrice ha ripercorso quella traumatica tappa della sua vita sentimentale. Quell’amore con un uomo che, poi, non si è arreso alla fine della loro relazione e ha iniziato a perseguitarla. Ora quell’ex fidanzato è morto e lei dice di averlo perdonato. Ma quanto accaduto l’ha profondamente segnata.

Mara Venier racconta di quell’ex che ha tentato di ucciderla

La conduttrice veneta stava parlando dei temi che saranno affrontati nel corso delle puntate della nuova stagione di “Domenica In” (su Rai 1), spiegando che nel corso della prima trasmissione si parlerà anche di tutti quei fatti di cronaca nera (partendo dal più recente, quello di Bologna con la morte di Alessandra Matteuzzi per mano dell’ex compagno Giovanni Padovani): donne uccise dagli uomini. Un tema a lei molto caro, non solo per la prossimità dell’evento (anzi, degli eventi continui in Italia):

“Ho avuto un compagno violento. Molto violento. Mi picchiava. È arrivato a cercare di uccidermi. Mi ha aspettato sotto casa con un coltello. Questa è una cosa che non ho mai raccontato. Sappia solo che ho pagato un prezzo altissimo”.

Non ha svelato l’identità dell’uomo. Si è limitata a dire che quel tentativo di ucciderla sotto casa era arrivato al culmine di una serie di minacce e botte. Ora quell’ex fidanzato non c’è più. È morto. Mara Venier, dopo quell’episodio – il più grave di una lunga serie – lo ha denunciato. E per alcuni mesi è stata “protetta” da due uomini di scorta:

“Io ho provato la paura. La paura della violenza fisica, e la paura di sporgere denuncia. Ma ero innamorata, e quando ami non vuoi vedere: l’amore ti porta a giustificare quasi tutto. Fu un grave errore. Alla fine sono stata costretta a denunciare, andavo sul set con due carabinieri di scorta. Ma avrei dovuto interrompere la spirale prima. A lungo è rimasto dentro di me qualcosa di irrisolto: la debolezza, la rabbia, l’incapacità di reagire”.

(Foto IPP/Gioia Botteghi)