La macchina del funky

Perché il M5S non avrà l’incarico dopo il voto

antonio padellaro

Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano oggi riflette sugli scenari post-voto, concentrandosi sull’ipotesi di incarico al candidato premier del MoVimento 5 Stelle per escluderla, visto che il centrodestra unito sarà più vicino alla maggioranza; in questa ottica, secondo Padellaro, il M5S potrebbe sfruttare i venti punti del suo programma per fare campagna elettorale post-voto:

Tagliamo corto: Mattarella potrebbe conferire a Di Maioun incarico esplorativo per cercare una complicata maggioranza in Parlamento sulla base del programma pentastellato? Ipotesi non impossibile, ma spericolata, soprattutto se le percentuali del centrodestra sfiorassero la maggioranza assoluta (se la conquistassero discorso chiuso). In quel caso, l’esplorazione non spetterebbe subito al candidato premier designato da Berlusconi, Salvini e Meloni?

INSOMMA, poiché i grillini avranno molti difetti ma a farepolitica hannoimparato in fretta, ecco che la mossa del programma sembra studiata come la continuazione della campagna elettorale. Infatti, se col nuovo Parlamento nessuno fosse in grado di formare un governo (oggi i sondaggi dicono questo) Mattarella potrebbe (dovrebbe) forzatamente ricorrere a un governo di scopo, sostenuto da chi ci sta, con l’incarico di approvare una nuova legge elettorale per procedere entro pochi mesi a un nuovo voto. Sarebbe il secondo tempo di una partita che il MoVimento potrebbe puntare a vincere accreditandosi come la sola alternativa agli inciuci di regime, e “per non lasciare il Paese nel caos”(sempre Di Maio).

candidati m5s politiche 2018 - 6

L’ipotesi di Padellaro è che il M5S con questa scelta possa così prolungare la campagna elettorale e prepararsi al voto successivo sfruttando l’onda di propaganda di temi “demagogici”:

Tanto più se gli altri partiti non avranno condiviso per esempio “il taglio delle liste d’attesa per tutti gli esami nella Sanità”, la “lotta alla grande evasione fiscale”,“l’uscita dal petrolio entro il 2050”,“l’aboliz ione del precariato nella scuola”, per non parlare “dell’aboli zione della povertà”(Di Battista). Vasto programma, per dirla conil generale De Gaulle, che però si riferiva semplicemente all’abolizio ne dei cretini. Ma questo è un altro discorso.

C’è un solo, piccolo problema. Se la prossima legislatura avesse vita breve, la gran parte dei parlamentari M5S dovrebbe passare la mano perché al secondo incarico. Quindi un’orda di sconosciuti verrebbe candidata al giro successivo. Sarà più facile vincere?