La macchina del funky

Il M5S Roma e le auto blu ma elettriche

Il Messaggero racconta oggi in un articolo a firma di Lorenzo De Cicco che il MoVimento 5 Stelle ha avviato la rottamazione del vecchio parco circolante di auto blu per sostituirle con nuovi modelli, però elettrici:

I tecnici della Centrale unica dei beni e servizi stanno per pubblicare un avviso per trovare aziende disponibili a fornire auto elettriche «in comodato d’uso». Insomma gratis, al momento, in cambio della visibilità legata all’operazione. Trattasi, appunto, di un esperimento buono a testare le macchine per qualche mese, perché se l’operazione dovesse funzionare, potrebbe essere replicata tra un anno su una scala decisamente più larga.
E anche commercialmente più vantaggiosa per le ditte del settore interessate. A dicembre 2018 scade il leasing di un centinaio di veicoli noleggiati dall’amministrazione comunale. Il progetto è di rimpiazzarli con vetture elettriche nuove di zecca, a emissioni ridotte come piace a diversi consiglieri del M5S (dove la berlina ibrida, infatti, è molto in voga). Manovra di maquillage per trasformare in auto verdi, insomma, le vecchie “auto blu” tartassate da anni di crociate anti-casta.

auto blu elettriche
Secondo l’articolo bisogna ancora capire dove verranno sistemate le stazioni di ricarica per le batterie delle auto e chi si accollerà i costi del montaggio delle colonnine:

Dettagli non proprio trascurabili che devono ancora essere definiti, probabile che vengano coinvolti anche i tecnici dell’Agenzia della Mobilità. I costi potrebbero essere coperti reinvestendo i 50mila euro guadagnati con la vendita del materiale ferroso ricavato dalle auto blu appena rottamate. A maggio infatti il Campidoglio ha spedito allo sfasciacarrozze 144 mezzi dell’autoparco comunale.
Non solo macchine di servizio, anche autopattuglie dei vigili, perfino un vecchio trattore delle aziende agricole capitoline. «Vetture fuori uso ed economicamente non convenienti da riparare», hanno spiegato i tecnici nelle carte del bando. Meglio rottamare, insomma. Mettere i mezzi sul mercato sarebbe stata una missione ostica.
Gli stessi funzionari comunali hanno dovuto ammettere che si trattava di «autoveicoli che non sono commercialmente rivendibili ma solo rottamabili». Insomma, neanche per gli amanti delle auto d’epoca avrebbero potuto avere un qualche appeal. Dall’operazione, oltre ai ricavi dal ferro, il Campidoglio ci ha guadagnato anche un bel risparmio perché non dovrà più pagare per le revisioni, le polizze assicurative, tasse di proprietà e balzelli vari. Ma appena uscite le vecchie auto blu, ecco sbucare da dietro l’angolo quelle nuove, elettriche.