Cultura e scienze

E il M5S festeggia il rinvio dell'esperimento SOX dei laboratori del Gran Sasso

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Qualche tempo fa, dopo un servizio di Nadia Toffa per Le Iene, il MoVimento 5 Stelle abruzzese è andato alla carica contro l’esperimento SOX (Short distance Oscillations with boreXino) chiedendo il blocco immediato e definitivo dell’esperimento radioattivo SOX nei laboratori INFN del Gran Sasso. Il M5S e il Movimento mobilitazione acqua Gran Sasso (rappresentato da Augusto De Sanctis, consigliere legislativo per il M5S) ritengono che l’esperimento e l’attività dei laboratori costituiscano un rischio per le falde acquifere del Gran Sasso e ne chiedono la chiusura.

Per Riccardo Mercante SOX è “sospeso”

Qualche giorno fa l’INFN ha comunicato che durante un incontro di verifica ve sull’avanzamento del progetto SOX è emerso che i produttori della sorgente (PA MAYAK) «stanno incontrando delle difficoltà tecniche a garantire gli standard scientifici richiesti. Attualmente la sorgente non è in grado di produrre il numero di antineutrini necessario per il progetto SOX e dunque non è idonea per i fini scientifici dell’esperimento». Al momento gli scienziati stanno lavorano per valutare una soluzione a queste difficoltà tecniche ma la situazione comporterà «un ritardo rispetto alla programmazione dell’esperimento».
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Si tratta quindi di un rinvio dovuto a difficoltà tecniche che non riguardano i laboratori del Gran Sasso. Ma sono imputabili all’azienda russa che si occupa di fornire il Cerio-144. Riccardo Mercante festeggia su Facebook la sospensione dell’esperimento SOX. Ma non si può parlare di sospensione perché l’esperimento non è ancora iniziato. L’inconveniente tecnico comporterà un ritardo nell’inizio dell’esperimenti che però non è stato né bloccato né sospeso. Non si capisce come mai Mercante possa esprimere “soddisfazione per il risultato” dal momento che il ritardo non dipende dall’operato del M5S ma da problemi tecnici relativi alla qualità del materiale occorsi in Russia.

Cosa ha capito il M5S dell’esperimento SOX sul Gran Sasso

Secondo la Toffa nei laboratori Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN c’è il rischio di una nuova Fukushima a causa di un esperimento nucleare tenuto segreto. L’esperimento è così segreto che – oltre ad avere tutte le autorizzazioni del caso – le informazioni sono pubbliche sul sito dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Inoltre – come spiegato dall’INFN – la sorgente radioattiva usata per l’esperimento (40 grammi di polvere di il Cerio-144) è isolatq e totalmente schermata. La polvere di Cerio è chiusa e sigillata in una doppia capsula di acciaio. Capsula a sua volta chiusa all’interno di un contenitore di tungsteno dello spessore di 19 centimetri, del peso di 2,4 tonnellate. Si tratta di una “scatola” realizzata appositamente per SOX con requisiti più alti rispetto agli standard di sicurezza richiesti in grado di resistere fino a 1700 °C.
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Inoltre la radioattività emessa dall’esperimento è di molto inferiore a quella cui ciascuno di noi è soggetto quando si sottopone a una radiografia ortopanoramica dal dentista o viaggia su un volo intercontinentale da Roma a New York.

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Riccardo Mercante alle prese con il concetto di rischio zero

Fermo restando che il rischio zero non esiste è evidente che in fase di progettazione e di realizzazione dell’esperimento si è fatto tutto il necessario per minimizzare i rischi. Il M5S però, nella persona del consigliere regionale Riccardo Mercante è convinto che non sia così e per questo si era fatto promotore di una mozione (approvata all’unanimità in commissione) per bloccare l’esperimento. A quanto pare però le uniche fonti utilizzate dal M5S sono il servizio delle Iene e le denunce del Movimento per l’acqua. Sembra davvero troppo poco a livello scientifico.