Politica

Il M5S e la scusa per salutare il doppio mandato

Ilario Lombardo sulla Stampa oggi torna sulla regola del doppio mandato che il MoVimento 5 Stelle è pronto a superare, segnalando che la scusa per mandare in soffitta la questione sarebbe, nel caso, costituita da un’improvvisa caduta del governo:

Di Maio smentisce l’ipotesi di derogare alla regola dei due mandati, ma allo stesso tempo dai vertici del M5S fanno filtrare, come riportato da fonti qualificate alle agenzie, che il vincolo non varrebbe «se il governo dovesse cadere entro i due anni». I parlamentari chiedono lumi su questo e sulla dissidenza interna liquidata con un’espulsione a fine anno. Due senatori, Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, sono stati cacciati.

Un terzo, Lello Ciampolillo, richiamato all’ordine. Ancora pendenti invece i procedimenti contro Elena Fattori e Paola Nugnes. Quasi un avvertimento per le prossime votazioni, a non replicare le critiche rivolte al decreto Sicurezza di Salvini.

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Ora, a parte che se cade il governo non si va per forza a elezioni – anzi, in teoria la legislatura potrebbe tranquillamente concludersi – sarà interessante conoscere la reazione di Fabio Fucci, ex sindaco M5S di Pomezia. Lui chiese di fare un’eccezione nei suoi confronti perché aveva espletato sì due mandati (uno all’opposizione e uno come sindaco), ma il primo dei due era durato solo due anni perché la giunta dell’allora sindaco era caduta e si era tornati alle elezioni. Ma a Fucci dissero di no. D’altro canto, Fucci è Fucci e Di Maio è Di Maio. L’uno non vale l’altro.

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