Fatti

Il Movimento 5 Stelle cambia il meccanismo di rendicontazione e restituzione per gli eletti

Lo ha annunciato Vito Crimi, ancora capo politico ad interim, durante l’assemblea dei deputati

M5S

In attesa dell’ufficializzazione di Giuseppe Conte alla guida del Movimento 5 Stelle, l’attuale capo politico ad interim dei pentastellati detta la linea del cambiamento. Non di indirizzo politico, ma tecnico. Vito Crimi ha annunciato ai suoi deputati (nel corso di una riunione che si è tenuta oggi a Roma), la modifica del sistema di rendicontazione e di restituzione. La battaglia dialettica (e legale) con la piattaforma Rousseau prosegue, mentre il M5S sta cercando anche “casa” nella capitale per avere un punto di riferimento fisico (e non più solamente digitale)

Il M5S cambia il sistema di rendicontazione e restituzione per gli eletti

“Abbiamo deciso di modificare il meccanismo di rendicontazione e restituzione, semplificandolo – ha detto Vito Crimi ai deputati del Movimento 5 Stelle, come riporta AdnKronos -. L’obiettivo è consentire al Movimento di diventare un soggetto autonomo dal punto di vista organizzativo, in modo che possa direttamente interfacciarsi con i soggetti fornitori di servizi”. Gli eletti verseranno, secondo quanto dichiarato dal capo politico pentastellato, la cifra di 1.500 euro destinati alla collettività, mentre altri mille saranno destinati all’organizzazione interna del Movimento.

“Due settimane fa è stato aperto un conto corrente bancario a nome del M5S – ha proseguito Crimi -. L’obiettivo è dare al Movimento quella capacità economica che gli consenta di sostenere direttamente le spese per la piattaforma tecnologica, per la formazione, di dotarsi di uno strumento di comunicazione proprio, una segreteria organizzativa che si occupi di gestire non solo gli iscritti ma anche le relazioni con i comuni, le comunicazioni interne, coordinare la formazione delle liste per le amministrative”.

Capitolo Rousseau. In attesa di ultimare la ricerca di una sede fisica nella capitale, il contenzioso dialettico-legale con l’associazione di Casaleggio prosegue: “Al M5S serve una piattaforma tecnologica sia per gestire gli iscritti, e per la democrazia diretta che è nel nostro Dna, ma la piattaforma deve essere gestita in totale autonomia dal Movimento e non da un soggetto terzo”

(foto IPP/zumapress)