Fatti

Chi è il giovane suprematista bianco pugliese arrestato per terrorismo internazionale | VIDEO

neXt quotidiano|

Luigi Pennelli

Era un personaggio molto noto all’interno dei canali Telegram dell’estrema destra (non solo italiana). Ma si è sempre presentato con il volto celato da una maschera a mo’ di teschio, da un paio di occhiali da sole e da un cappello. Ma le indagini della Polizia non si sono fermate a questo e, in collaborazione con i servizi di sicurezza informatici, sono riusciti a risalire alla sua identità. E questa notte, a Bari, le forze dell’ordine – coordinate dalla Procura antiterrorismo del capoluogo pugliese – hanno arrestato Luigi Antonio Pennelli, un 23enne pugliese originario della provincia di Bari accusato di terrorismo internazionale (e non solo). Era pronto, secondo quanto rilevato nel corso delle indagini, a “immolarsi” per la causa dei suprematisti bianchi in Italia.

Luigi Pennelli, il 23enne suprematista bianco arrestato in Puglia

Secondo il gip che ha coordinato le operazioni che hanno portato all’arresto del 23enne pugliese, Luigi Pennelli

“Incarna perfettamente la figura del lupo solitario. In casa aveva casa e professava odio nei confronti di migranti, avversari, donne,  e ’tutti quegli esseri inferiori di mer*a che vanno uccisi’”.

Questi erano i toni che utilizzava all’interno dei canali Telegram legati all’estrema destra. Non a caso, infatti, nei suoi video era sempre accompagnato dall’immagine del dittatore nazista Hitler. E, secondo le accuse, Pennelli aveva assunto il ruolo di coordinatore del movimento suprematista bianco italiano “La Base italiana” che prendeva spunto da “The Base”, l’organizzazione terroristica statunitense composta da razzisti, omofobi, antisemiti e che avevano organizzato alcuni raid contro la popolazione afroamericana.

Inoltre, secondo le indagini, il 23enne pugliese aveva contatti anche con gli organizzatori dell’assalto a Capitol Hill. E nelle chat intercettate dal pool anti-terrorismo, Luigi Pennelli aveva dato piena disponibilità a rendersi protagonista di un “gesto esemplare”, immolandosi per la “difesa della razza bianca” anche in Italia.

“L’analisi dei supporti informatici ha evidenziato, inoltre – si legge nella nota della Procura antiterrorismo di Bari – riferimenti alla volontà di procurarsi armi, nonché la capacità di costruire ‘ghost gun’ da realizzare in prospettiva attraverso l’acquisto di una stampante 3D. L’indagine ha permesso di interrompere l’azione criminale del giovane suprematista radicalizzatosi attraverso il web, entrato in contatto con il leader dell’organizzazione terroristica ‘The Base’, che, considerandolo parte del disegno terroristico collettivo, lo ha indottrinato per diffondere valori, schemi ed obiettivi del sodalizio anche in Italia ed affinché lo stesso proseguisse nell’attività di proselitismo sul territorio nazionale”.

E in casa aveva un vero e proprio arsenale, oltre a immagini e bandiere di stampo nazista. Oltre al terrorismo internazionale, il 23enne è accusato anche di “propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”. Il tutto attraverso un canale Telegram (e i suoi satelliti) chiamato “Sieg Heil”.