La macchina del funky

Luigi Leoncilli: le consulenze d'oro dell'avvocato nel comune a 5 Stelle

Lorenzo D’Albergo su Repubblica Roma di oggi racconta la storia di Luigi Leoncilli, avvocato e assistente di Valentina Corrado in Regione Lazio ma anche, e soprattutto, consulente per il comune di Pomezia guidato dal grillino Fabio Fucci. Trentaquattro dossier affidati dal primo cittadino del comune laziale a partire dal gennaio 2015, con un compenso complessivo molto interessante:

Così Luigi Leoncilli è diventato uno dei consulenti legali più in vista del comune di Pomezia, proprio lo stesso da cui proviene la consigliera Valentina Corrado: per ricorsi al Tar e più pratiche costituzioni di parte civile, si legge sulle tabelle pubblicate in rete, l’avvocato ha guadagnato 59mila euro nel primo semestre del 2015, 74mila nel secondo e 39mila tra gennaio e giugno 2016. Nulla di penalmente rilevante, ovvio. Ma comunque una serie di casualità più da “vecchia” politica che da Movimento 5 Stelle.
Anche perché i grillini in Regione, a parti invertite, hanno sempre denunciato casi simili: è del 13 novembre 2013 l’interrogazione firmata da tutti gli eletti — tranne, altra curiosità, Corrado — per chiedere conto al governatore Nicola Zingaretti dei casi affidati all’avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino e non all’avvocatura regionale. Altro punto oscuro: navigando le pagine in cui i consiglieri pentastellati danno conto degli stipendi restituiti ai cittadini del Lazio, il conto relativo a Valentina Corrado si ferma ad agosto. Gli altri suoi colleghi, invece, sono sul pezzo: l’ultimo aggiornamento per loro è datato dicembre.

luigi leoncilli valentina corrado
Un totale di 172mila euro per un caso che, ovviamente, non ha alcun risvolto penale ma di opportunità politica. C’è da ricordare che Virginia Raggi si lamentò pubblicamente ai tempi delle liti su AMA per i compensi a Pellegrino, che aveva vinto in giudizi che prevedevano penali da novecento milioni di euro portandosi a casa quasi un milione.
EDIT 14 marzo: Oggi Repubblica riporta la risposta  del primo cittadino di Pomezia: «La procedura è trasparente e si è resa necessaria dopo il licenziamento dell’unico avvocato interno, assunto dal Pd. Non si presentava alle udienze».

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