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Luigi Di Maio attacca Conte: "Ha disgregato tutto il Movimento, dentro non c'è rimasto più nessuno"

@Asia Buconi|

luigi di maio

Continua lo scontro a distanza tra l’ex 5 Stelle Luigi Di Maio, ora leader di Impegno Civico, e il presidente dei pentastellati Giuseppe Conte. Le elezioni si avvicinano e il ministro degli Esteri del Governo uscente ha lanciato una velenosa stoccata all’ex Premier a Rai Radio 1, ospite di Geppi Cucciari e Giorgio Lauro a “Un giorno da Pecora”.

Nello specifico, Di Maio ha detto: “Conte ha disgregato tutto il Movimento, tanto è vero che lì dentro non c’è rimasto più nessuno, io, Fico, Di Battista…Conte ha buttato giù il governo Draghi, lui non ha nessuna credibilità nel dire che vuole governare il Paese: quando ne ha avuto la possibilità, non ha avuto coraggio e ha buttato giù l’esecutivo Draghi per calcoli personali”.

Giuseppe Conte e la replica a Luigi Di Maio da Genova: “Giuda l’ha condannato la storia”

Giuseppe Conte ha risposto a Luigi Di Maio da Genova, dove si è recato per alcuni incontri elettorali e per fare visita al garante del Movimento Beppe Grillo (i due hanno pubblicato la stessa foto insieme sui propri profili social con la descrizione “verso il 2050”). Rispondendo a una sostenitrice che definiva Luigi Di Maio un “giuda”, il presidente dei pentastellati ha replicato con un sorriso: “Giuda l’ha condannato la storia”.

In ogni caso, quello sferrato da Di Maio non è certo il primo attacco al presidente 5 Stelle Giuseppe Conte. Già il 29 agosto scorso, il leader di Impegno Civico aveva detto sull’ex Premier al quotidiano La Stampa: “Conte è inutile che fa promesse, chi fa cadere il governo per i sondaggi lo farà sempre, non è affidabile. Il Movimento non c’è più, è il partito di Conte, di quelli che lo hanno visto nascere non c’è rimasto più nessuno. Grillo non gli ha concesso di mettere il nome nel simbolo, non gli ha concesso la deroga alla regola del doppio mandato che Conte voleva per salvare i suoi. Grillo si è accorto che Conte sta sfasciando tutto, infatti non lo sentite più parlare, ma tra un po’ sapremo le sue deduzioni…”.