Politica

L’odg di Meloni per abolire il coprifuoco viene respinto dalla Camera. Ma Salvini esulta

Lui: “Il governo si impegna a rivedere già a maggio limiti, chiusure e divieti, a partire dal coprifuoco, se i dati continueranno a migliorare”

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È tutto molto strano. Matteo Salvini ha lanciato una raccolta firme dal nome #nocoprifuoco il 25 aprile, il giorno della Festa della Liberazione. Oggi in Parlamento si è votato l’ordine del giorno presentato da Giorgia Meloni.  E (ovviamente) è stato respinto. Per la leader di Fratelli d’Italia la cosa è “assurda” e “surreale”, ma in realtà era scontato: perché mai si aspettava che qualcuno si schierasse a gran voce al suo fianco? Qualcuno, anche tra i più autorevoli, nei giorni scorsi di era però domandato: cosa farà Matteo Salvini? Lui che fa parte del governo, ma che lancia raccolte firme contro il suo stesso esecutivo. E soprattutto: cosa farà considerando che l’odg è della collega sovranista? La risposta è che la Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto. Ma non è tutto qui: a sorprendere è che il leader della Lega abbia esultato. Ma come? Lui che ha aperto una raccolta firme per abolirlo, esulta quando l’odg di Giorgia Meloni viene respinto? Ecco cosa ha scritto sui social:

La libertà vince! Grazie alla battaglia della Lega e grazie anche alle vostre preziose firme (che continuiamo a raccogliere, in questo momento siamo a 98.265, fantastico), il governo si impegna a rivedere già a maggio limiti, chiusure e divieti, a partire dal coprifuoco, se i dati continueranno a migliorare, come accade da giorni, con ricoverati e contagiati in netto calo. Niente coprifuoco, chiusure e divieti a oltranza fino a giugno o addirittura luglio come voleva qualcuno. Io mi fido di voi, io mi fido degli Italiani.

È come se in sostanza dicesse: vero, non è passato l’odg. Ma avendo il governo accettato di rivedere a maggio i limiti per il coprifuoco, noi la nostra battaglia l’abbiamo vinta. Effettivamente, perché mai Matteo Salvini avrebbe dovuto sperare di far intestare una misura del genere alla collega di Fdi? Meglio far vedere che lui, dall’interno, pesa. E fa molto più di quanto può fare Meloni dall’opposizione. O di quanto avrebbe potuto anche lui rimanendo fuori dalla maggioranza. E infatti, neanche troppo velatamente, lo fa capire. Ha detto:

Stare al governo significa poter incidere. Se oggi qualcuno va al ristorante o prende il cappuccino seduto al bar è perché la Lega ha insistito nelle scorse settimane. Se fossi all’opposizione potrei protestare e lamentarmi ma non potrei incidere. Se qualcuno pensa di buttarci fuori da qua, ha sbagliato. Noi qua siamo e rimaniamo.