La macchina del funky

Lo sfottò di Renzi a Enrico Letta

Matteo Renzi nella lunga intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera risponde anche a una domanda su Enrico Letta. O meglio, risponde all’ipotesi, fatta da Aldo Cazzullo che lo intervista, di candidatura di Enrico Letta a segretario del Partito Democratico nel 2017, quando ci sarà il congresso del Partito Democratico. «Non credo che D’Alema e Bersani preparino la scissione, penso si stiano preparando al congresso del 2017», replica il premier a Cazzullo.
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Per candidare Letta contro di lei?
«Non mi risulta, magari lei ha informazioni migliori. Per me sarebbe molto divertente. Potremmo confrontare i risultati dei rispettivi governi, discutere del modello di Europa per il quale ci siamo battuti, riflettere sui risultati ottenuti quando abbiamo avuto responsabilità di partito. Del resto sia Enrico che io abbiamo avuto esperienze di primarie.
Mi piacerebbe ma è prematuro. Il congresso sarà nel 2017. E la nostra gente è stufa della polemica continua. L’alternativa al PD si chiama Matteo ma di cognome fa Salvini. L’alternativa a questo governo e al PD non è un’improbabile coalizione di sinistra, non è un Lafontaine italiano, un Varoufakis, un Corbyn; l’alternativa è il populismo».

La risposta di Renzi nei confronti di Letta è piuttosto sprezzante: il premier, nel pensare a un confronto tra le attività dei due governi, mette il dito nella piaga che il governo Letta ha rappresentato per il paese: talmente debole da essere incapace sia di decidere che di incidere, in Italia come in Europa. Una candidatura di Enrico Letta contro Renzi è esattamente quel tipo di scelta che ha mandato in soffitta Bersani e D’Alema. Se è questa la loro alternativa a Renzi, tanti auguri: ne hanno davvero bisogno.