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Liliana Segre Presidente della Repubblica: ora c'è anche la petizione online

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La corsa al Quirinale sarà il tema che ci accompagnerà per i prossimi mesi, come spesso si ripete in questa corsa il nome giusto è quello di cui non si sente parlare prima: l’ultima idea, tornata di moda a dire il vero, è quella di Liliana Segre come Capo dello stato. Progetto molto voluto dai giornalisti de il Fatto Quotidiano che hanno lanciato in queste ore una petizione su Change.org. 

Tornata di moda, appunto. Il tema era già stato affrontato sul finire del 2019, quando la Senatrice a vita rispose a specifica domanda “Ringrazio le persone che hanno proposto la mia candidatura al Quirinale – commentò all’epoca –  ma, ovviamente, per motivi sia anagrafici che di competenza specifica tale candidatura va considerata improponibile. C’è un presidente in carica che sta svolgendo il suo compito di garanzia costituzionale con rigore ed efficacia e che gode di grande popolarità e prestigio in Italia e all’estero”.

Liliana Segre Presidente della Repubblica: ora c’è anche la petizione online

“Sosteniamo la candidatura al Quirinale della senatrice a vita Liliana Segre. Simbolo universale della Resistenza umana contro il male assoluto nazista e fascista e contro tutte le discriminazioni – si legge nel testo a corredo della petizione -. Ella rappresenta la più alta testimonianza dei valori costituzionali di libertà e uguaglianza. Ci auguriamo che tutte le forze presenti in Parlamento condividano il nostro appello affinché la massime istituzioni non siano svilite da autocandidature prive di disciplina, onore e dignità”, firmato Peter Gomez, Antonio Padellaro, Marco Travaglio e Furio Colombo. Una richiesta che suona anche come un messaggio contro i fatti delle ultime settimane, quasi che scegliere un simbolo di quegli anni possa in qualche modo tenere sempre accesa la luce dell’antifascismo in Italia. Sorprende, nel vero, che ce ne sia ancora bisogno.
Una candidatura che eventualmente, se confermata, farebbe il paio con quella certa di Silvio Berlusconi che da anni è in attesa di potersi giocare la partita del Colle. Secondo i ben informati questo potrebbe essere l’ultimo capitolo del centrodestra unito che, il giorno dopo l’elezione di un Capo dello Stato che non sarà l’ex Premier, potrà separarsi. Almeno quella parte liberale che si sente molto stretta nel confine nazionalista disegnato da Fratelli d’Italia e Lega prima nel nostro paese e poi in Europa.