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Il buio della ragione e il tempo di notte: come funziona la legittima difesa bocciata

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Il Corriere della Sera riepiloga in questa infografica come funziona la legge sulla legittima difesa nel frattempo bocciata da Matteo Renzi e che verrà modificata in Senato con il taglio della locuzione “tempo di notte” che ha scatenato polemiche e ironie. Non del tutto a proposito, visto che, come spiegato già ieri, nel testo si fa riferimento alla «reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno». La parola ovvero “nella lingua comune ovvero ha quasi sempre valore esplicativo (lo stesso di cioè, vale a dire), mentre nei testi giuridici il significato più diffuso è quello disgiuntivo (lo stesso di o, oppure)”, spiega il Corriere.

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Come funziona la legge sulla legittima difesa (Corriere della Sera, 6 maggio 2017)

Il buio, «il tempo di notte», è quyindi condizione sufficiente (di minorata difesa) ma non necessaria per il riconoscimento della legittima difesa davanti a un’intrusione in casa con violenza. Infatti, sempre che sussistano proporzionalità nella reazione e attualità del pericolo, la difesa legittima è riconosciuta anche di giorno se l’assalto nell’altrui domicilio è esercitato con «violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o inganno». E va a incastrarsi nella logica del funzionamento della legittima difesa quando si spara a un presunto ladro.
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Legittima difesa, i punti dell’intesa (Corriere della Sera, 5 maggio 2017)

In più, nella legge si spiega anche che «”chi usa armi legalmente detenute in casa propria per difendersi da un’intrusione violenta può essere indotto in errore se in quel momento è dominato da «grave turbamento»”. Ora, con l’esclusione della punibilità per chi si trova in questa condizione psicologica, è previsto uno strumento in più per valutare la legittima difesa. In più, ai processi penali in cui viene invocata la legittima difesa (nel 2016 i casi pendenti erano 123) si aggiungono i procedimenti civili in cui il ladro che ha subito una lesione durante un’intrusione violenta in casa altrui (o i congiunti di chi ha perso la vita) può rivalersi sui beni di chi ha sparato per difesa. Con l’esclusione della colpa per chi, in casa, spara per errore in preda a «grave turbamento», ora non si potranno più chiedere risarcimenti.

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Foto copertina da Twitter