Opinioni

L'editoriale di Marco Travaglio su Gentiloni e Depretis

travaglio gentiloni depretis

Oggi Marco Travaglio ha pubblicato un editoriale su Paolo Gentiloni paragonandolo ad Agostino Depretis, leader della sinistra storica e precursore del trasformismo: Travaglio racconta che Depretis spesso appariva nei suoi interventi pubblici con un piede nella tomba e « e arringava l’assemblea con un fil di voce, roca e tossicchiante, con discorsi circonvoluti e interrotti da continui scatarrii e intercalari».

Dinanzi a quel cadavere ambulante, anche i più strenui oppositori si muovevano a compassione e lasciavano passare la fiducia. Tanto, pensavano, ha già un piede nella fossa: come negargli un piccolo supplemento, in attesa dell’imminente funerale? Che però non arrivava mai. Fu così che Depretis governò l’Italia quasi ininterrottamente dal 1876 al 1887 (quando morì per davvero), con un’interruzione di pochi mesi e un’altra di un biennio scarso.

agostino depretis
Travaglio paragona la “tecnica” di Depretis a quanto accaduto a Paolo Gentiloni, che ha presentato “un programma talmente vago (i giovani, il Mezzogiorno, la ripresa, il lavoro…) che il suo governo poteva durare un anno e mezzo o un giorno e mezzo:

Poi, provvidenziale, arrivò il coccolone col ricovero al Gemelli. Quandone uscì, Gentiloni era il gemello redivivo di Depretis: ingobbito nel suo loden come un Andreotti minore, il collo a scomparsa come le tartarughe marine rinserrate nella testuggine o come Mattarella, il volto pallido, l’occhio da triglia, il saluto tremolante, il sorriso malinconico, l’andatura malaticcia. Da allora Degentilonis non cammina: pattina. Non parla: sibila. Chi oserebbe mai contrariare un tapino siffatto?

La pubblicazione di un’anticipazione dell’editoriale sul profilo Twitter di Travaglio ha scatenato reazioni piuttosto dure:
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