Economia

Le nuove regole per le pensioni

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 Il governo ha aperto un tavolo di confronto con i sindacati per discutere un pacchetto di interventi da inserire nella Legge di Bilancio, da presentare a settembre.  Venerdì scorso si è chiusa la prima serie di incontri mettendo sul tavolo tutte le ipotesi possibili. Il costo del pacchetto completo sarebbe di circa 2,5 miliardi di euro. Troppo secondo il governo che sarebbe pronto a mettere sul piatto non più di 1,5 miliardi di euro.  La decisione finale sarà presa a settembre, quando il governo dovrà tirare le fila per tutta la legge di Bilancio  Una nuova serie di incontri è già stata fissata per settembre. Il 6 sul lavoro, il 7 sulle pensioni, tutti e due a livello tecnico Il 12 l’ultimo incontro politico per chiudere la partita. Il Corriere oggi riepiloga le novità, tra le quali ci sono: l’anticipo pensionistico e la no tax area

1L’anticipo pensionistico, ribattezzato Ape, consente di lasciare il lavoro al massimo tre anni prima rispetto ai requisiti fissati dalla legge. Nel 2017, quindi, il meccanismo potrà essere utilizzato dalle persone nate tra il 1951 e il 1953. Chi lascia il lavoro prima riceve un prestito bancario rimborsabile nei 20 anni di pensionamento successivo. Ma ci saranno anche delle penalizzazioni, cioè riduzioni dell’assegno rispetto all’importo pieno. Il taglio sarà variabile: legato al reddito (più alto per i redditi alti) e alla motivazione dell’anticipo: più alto per chi decide liberamente di lasciare il lavoro prima, più basso per chi il lavoro lo perde perché è l’azienda a mandarlo via. Si andrà dall’1% all’anno fino, nei casi estremi, al 7/8% sempre all’anno.

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I numeri della previdenza (Corriere della Sera, 2 agosto 2016)

La no tax area è la soglia di reddito al sotto della quale non si pagano le tasse. Oggi è di 7.750 euro per i pensionati con meno di 75 anni e di 8 mila euro per gli over 75. L’ipotesi è di portarla a 8.124 euro, lo stesso livello già previsto adesso per i lavoratori dipendenti. Nella legge di Stabilità dell’anno scorso c’era stato un lieve innalzamento dell’asticella, con la promessa di fare prima possibile il secondo passo per garantire a tutti lo stesso trattamento. L’aumento della no tax area farebbe salire l’assegno non solo di chi ha un reddito sotto gli 8.124 euro ma anche di chi prende di più. Secondo le regole attuali l’esenzione totale riguarda la prima «parte» del reddito per tutti i contribuenti che arrivano fino a 55 mila euro lordi l’anno.

Poi c’è la ricongiunzione gratuita, che consente di sommare i contributi versati a enti di previdenza diversi senza dover pagare una seconda volta, come invece avviene adesso. E permetterebbe di usare i contributi così sommati non solo per la pensione di vecchiaia ma anche per quella anticipata. L’assegno sarebbe pro quota, cioè pagato dai diversi enti previdenziali per i loro anni di competenza, ciascuno con le proprie regole di calcolo. Sarebbe un vantaggio non solo per chi ha lavorato sia nel settore privato sia in quello pubblico. Ma anche per chi ha riscattato la laurea. E per i professionisti che, specie nei primi anni di carriera, versano i loro contributi alle cosiddette gestioni separate. Anticipo pensionistico e ricongiunzione gratuita dovrebbero rientrare nella legge di stabilità 2017.