Politica

Le 8000 Sardine a Genova fanno sentire a Salvini come si canta De Andrè

Erano ottomila le Sardine che ieri hanno riempito piazza De Ferrari a Genova per mandare lo stesso identico messaggio ascoltato già a Perugia, Palermo, Rimini, Parma. «Colmiamo insieme il vuoto che la politica non sa più riempire, dimostrando che non abbocchiamo alla propaganda populista che in questo Paese ci bombarda da anni», mettono in chiaro gli organizzatori della manifestazione. E se la riuscita della mobilitazione pare un messaggio nel messaggio (a ritrovarsi davanti a Palazzo Ducale una folla colorata di almeno 8mila persone, che a fine evento si armeranno di scope e di sacchi per pulire la piazza), la composizione del “banco” è sembrato un’ulteriore appello nell’appello.

sardine salvini genova

Organizzata nella sua tappa genovese da un collettivo misto, formato da educatori alla prima esperienza “pubblica” (Roberto Revelli e Valeria Raso, i primi a mobilitarsi sui social network) ma anche volontari di associazioni del territorio e attivisti come Alessandra Ballerini, l’avvocata specializzata in diritti umani, o Simohamed Kaabour, l’invasione delle sardine è festa di colori e messaggi semplici ma forti, di canti (“Bella Ciao”, ma anche l’immancabile “Creuza de ma” mentre Salvini aveva cantato Via del Campo al Maurizio Costanzo Show) e cori improvvisati. «Le uniche armi credibili che abbiamo – commenta una giovane universitaria, sardina di cartone sotto braccio – spendibili contro un certo tipo di retorica e le derive populiste e razziste di questi tempi, il male che vediamo sul web ma non solo».

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