La macchina del funky

Laura Boldrini in LeU ma senza alleanze con il M5S

Io da donna entro in Libere e uguali, mi piace il fatto che il nome si possa declinare. Lo faccio dando il mio contributo sui temi che sono stati oggetto del mio impegno in questi 5 anni, i”ndimenticabili e complicati. Concludo coerentemente la legislatura a sinistra, così come l’ho iniziata, da indipendente eletta nelle liste di Sel”. Così Laura Boldrini, intervistata dal Corriere della Sera sul suo impegno in LeU.
laura boldrini campo progressista
“Il leader c’è già – precisa – ed è Piero Grasso e non mi risulta si sia discusso di alcun ticket. Ma l’importante è che sia una lista di figure maschili e femminili, una forza inclusiva, aperta, di governo e innovativa”. “Non si tratta di un Pd bonsai – aggiunge -, perché su temi centrali come il lavoro e le politiche economiche ha posizioni molto diverse. LeU vuole anche offrire un’alternativa a coloro che si sono sentiti delusi dalle politiche degli ultimi anni, come il Jobs act, la riforma della scuola e la riforma costituzionale”.
boldrini attentato barcellona sciacalli - 16
A tale proposito spiega che un anno fa, al referendum “ho votato no, perché diversi aspetti di quella riforma non mi convincevano”. “Dopo – aggiunge – è mancata una riflessione approfondita per capire quel no, che aveva più sfaccettature. C’era dentro l’amore per la Costituzione, ma c’era anche rabbia, perché Renzi aveva suscitato aspettative che in molti casi non si sono concretizzate”. Dopo il voto sarà possibile un accordo di governo col Pd, solo “se ci fosse quella discontinuità chiara che non si è vista finora, nulla si può escludere”, risponde. Mentre “non mi sembra che con i Cinquestelle ci sia un terreno comune. La linea che tra loro prevale non è compatibile con i valori della sinistra”.