L’attacco di Crisanti agli open day per i giovani con Astrazeneca

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2021-06-11

“Gli Astraday sono stati organizzati senza il consiglio di una competenza scientifica”: l’attacco di Crisanti dopo il caso di Camilla, la 18enne morta per trombosi

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Andrea Crisanti, dopo la morte di Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni di Sestri Levante deceduta per una trombosi che aveva fatto il vaccino Astrazeneca, commenta duramente la decisione di somministrarlo ai giovani durante i cosiddetti open day. E chiede prudenza per l’ipotesi del richiamo con un vaccino diverso.

L’attacco di Crisanti agli open day per i giovani con Astrazeneca

È una “notizia drammatica” la morte della 18enne di Sestri Levante colpita da trombosi dopo la vaccinazione con Astrazeneca. “Mi chiedo: come è possibile che sia stata presa l’iniziativa di dare questo vaccino in questa fascia d’età, al di là delle raccomandazioni esistenti? Il Cts era stato informato? Doveva essere consultato prima, non dopo”. A dirlo all’Adnkronos Salute è il virologo Andrea Crisanti. “Io sono stupito dal fatto che l’iniziativa di organizzare Astraday per i 18enni sia stata presa senza il consiglio di una competenza scientifica. Consideriamo che tra 10 e 19 anni d’età ci sono stati 6 morti Covid di sesso femminile in Italia. Ora abbiamo un decesso dopo vaccinazione con vaccino a vettore adenovirale. Il gioco non vale la candela”, riflette il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova. “È inutile nascondersi dietro al fatto che in Italia per il vaccino in questione è stato indicato un uso preferenziale sopra i 60 anni. Preferenziale, quando si hanno tanti vaccini a disposizione, equivale a obbligatorio, non prendiamoci in giro. Non ci sono dubbi al riguardo. Se hai alternative, non lo dai. I vax day andavano fatti con altri vaccini”.

E poi Crisanti chiede prudenza per quanto riguarda l’ipotesi di fare il richiamo con un vaccino diverso per gli under 60 che hanno fatto la prima dose con Astrazeneca: “Si pone ora il problema del richiamo per i ragazzi che hanno ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca. Io aspetterei. Per quanto riguarda la seconda dose con un vaccino diverso – sottolinea – continuo a ripetere che senza dati non si vaccina. Da un punto di vista immunologico non ci sarebbero controindicazioni a fare la seconda dose con un vaccino diverso, ma visto che non ci sono dati rimango dell’idea che dobbiamo averli in mano prima di procedere. Anche se personalmente non credo si correrebbe un rischio di alcun tipo, è questione di non fare gli apprendisti stregoni. Questa non è la repubblica delle banane. Chi si prende la responsabilità di fare il richiamo con un vaccino diverso senza abbastanza dati? Bisogna essere coerenti col metodo”. “Adesso quindi per i ragazzi vaccinati con la prima dose AstraZeneca – rimarca l Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova – aspetterei col richiamo e li richiamerei verso ottobre-novembre. Aspetterei di avere il dato che conferma che non ci sono pericoli nel fare una seconda dose con vaccino diverso. Dobbiamo sincerarci di questo”.

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