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“Gli autistici non possono stare in cucina perché contagiosi”, la follia della hater contro i ragazzi di PizzAut

C’è chi prova a minare un progetto di inclusione fondato sulla ristorazione. Per fortuna, però, sono più gli attestati di stima che gli insulti

PizzAut

“Ne usciremo migliori”, dicevano. Quella speranza gridata dai balconi nei primi mesi del lockdown dello scorso anno è stata puntualmente disattesa. Molti italiani – non tutti, per fortuna – nell’ultimo anno si sono resi protagonisti di gesti e mozioni fuori da ogni rigor di logica. Un ruolo fondamentale in questo teatrino dell’orrore lo hanno avuto i social, come evidente dal caso degli insulti ai raggi di PizzAut, un progetto di inclusione – che si basa sulla cucina – per i ragazzi autistici (e non solo) nato nel mese di maggio in provincia di Milano.

PizzAut, la pizzeria dei ragazzi autistici finita nel mirino degli haters

“Ci sono pochi laureati in medicina genetica altrimenti avrebbero tutti paura a mangiare cibi preparati da autistici”, si legge in uno dei tanti messaggi inviati da una signora al profilo Facebook di PizzAut. Commenti poi rimossi, ma immortalati da chi gestisce la pagina ha avviato questo progetto di inclusione. Ovviamente quel che dice tale “Simona” è del tutto privo di logica e senza alcun riferimento scientifico. Probabilmente la donna fa riferimento a qualche bufala letta sui social. Sta di fatto che l’unica cosa che appare evidente leggendo tutto quel che ha scritto è che l’unica cosa contagiosa sia l’ignoranza.

Il resto è anche faticoso da copiare e incollare, ma è possibile leggerlo nel post pubblicato dalla pagina di PizzAut. E non solo perché è stato scritto in un italiano claudicante (per usare un eufemismo), ma perché si tratta di un pensiero folle e privo di qualsiasi tipo di razionalità. E, oltre all’attacco ai ragazzi che lavorano e si impegnano nella cucina del ristorante di Cassina De’ Pecchi – vicino Milano -, la donna vuole colpire anche Nicola Acampora che ha ideato questo progetto di inclusione. Lo definisce “untore” perché, secondo lei, l’autismo è una malattia contagiosa. Ed è qui che mancano proprio le basi mediche che la hater finge di conoscere. Perché l’autismo non è una malattia, ma un disturbo del neuro-sviluppo. Non a caso il suo vero nome è “Disturbo dello specchio autistico”.

(foto: da Facebook)