La macchina del funky

L'alleanza Grillo-Salvini-Meloni

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Un’eterna ghirlanda brillante, direbbe Hofstadter. Tommaso Ciriaco su Repubblica di oggi scrive che per il dopo elezioni Davide Casaleggio pensa a una possibile alleanza tra il MoVimento 5 Stelle e i partiti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni per il dopo elezioni:

L’erede dell’azienda di famiglia pensa proprio alla destra di Salvini e Meloni. Non a caso, costruisce da tempo nel “laboratorio” milanese un’agenda di governo sempre più compatibile con quella del Carroccio. Il resto lo faranno i risultati elettorali. «Con un impianto proporzionale nessuno avrà la maggioranza – è l’analisi che Luigi Di Maio ripete in privato – Noi però abbiamo ottime chance di arrivare primi, ottenendo l’incarico per giocarci la partita». Quella, clamorosa, di un governo con i lepenisti d’Italia. Ogni analisi dei big a cinquestelle parte da una premessa: senza ballottaggio, nessuno raccoglierà il 40% dei consensi, figurarsi il 50%. Meglio allora costruire un ponte con gli unici partner possibili, “testati” con soddisfazione negli ultimi mesi dalla Casaleggio associati.
«Tra loro e il Pd – è d’altra parte il mantra di Salvini – io scelgo sempre l’alternativa al Pd». L’accordo parlamentare con la Lega è il vero asso nella manica di Beppe Grillo. Ufficialmente non se ne parla, anche perché da statuto i grillini non possono siglare alleanze. Se non fosse che poche settimane fa il “segreto” è sfuggito a un potente del Movimento come Max Bugani. Non è uno qualunque, perché gestisce assieme a Casaleggio Jr. e David Borrelli la piattaforma Rousseau. «Al Senato – ha rivelato – con la legge attuale si può lavorare sul programma e vedere chi ci sta. Altre forze potrebbero darci un appoggio esterno. Ovviamente il governo sarebbe del M5S, però coinvolgendo altri partiti su punti programmatici chiari e condivisibili».

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Più o meno lo stesso racconta oggi Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, che parte dall’intervista rilasciata da Beppe Grillo al Journal du Dimanche per sottolineare che tra Grillo e Salvini ci sono molte parole d’ordine in comune, in primo luogo l’elogio di Donald Trump e Vladimir Putin. Per questo c’è così tanta sintonia con Salvini:

I due leader non annunceranno mai un’alleanza prima delle elezioni. Anzi, almeno a parole si combatteranno, visto che si contendono lo stesso elettorato. La loro implicita sintonia resterà sottotraccia rispetto a quella, ormai palese, tra Renzi e Berlusconi; a maggior ragione se, come sembra, Pd e Forza Italia scriveranno e voteranno insieme la nuova legge elettorale. Ma, il giorno dopo il voto, i populisti potrebbero trovare un terreno d’intesa; a cominciare dalla battaglia contro la moneta unica.

EDIT: Luigi Di Maio smentisce:

– “Non so chi beve e scrive queste cose, diffonde queste false notizie. Noi non facciamo alleanze, né con Salvini né con la Meloni”. Lo dice il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5S, lasciando l’incontro tra il gruppo di supporto ai comuni amministrati dai 5 Stelle e i sindaci grillini, oggi a Montecitorio. Di Maio smentisce così le voci su un possibile asse con la Lega.

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