Opinioni

Yara Gambirasio, la verità sul «video taroccato» del furgone di Bossetti

Come previsto, si è andato a schiantare contro robuste roncolate di realtà lo sgùb di Luca Telese sul video «taroccato» di Massimo Bossetti. Libero e altri giornali hanno attaccato la procura e l’accusa nel processo per l’omicidio di Yara Gambirasio perché avrebbero portato “prove false” in dibattimento. Nell’articolo di Telese a colpire era più di tutto questo passaggio:

Tenete a mente questo botta e risposta, poi ci torniamo:
– «Colonnello Lago, abbiamo visto questo video proiettato migliaia di volte. Perché se adesso lei ci dice che solo uno di questi furgoni è stato effettivamente identificato come quello di Bossetti?».
– «Perché dice questo, avvocato?».
– «Perché, colonnello, sommare un fotogramma con il furgone di Bossetti con un altro fotogramma di un altro furgone è come sommare pere e banane!».
– «Questo video è stato concordato con la procura a fronte di pressanti e numerose richieste di chiarimenti della circostanza che era emersa».
– «Cosa vuol dire colonnello?»
– «È stato fatto per esigenze di comunicazione. È stato dato alla stampa».

Il colonnello ammetteva candidamente che il video diffuso all’epoca dalla stampa era stato fatto per esigenze di comunicazione. Ha spiegato quindi il senso dell’affermazione, ma questo basta per giudicare un errore quanto fatto da procura e dal RIS di Parma: proprio per la delicatezza dell’indagine potevano quantomeno astenersi dal perdere tempo per esigenze “di comunicazione” che dovrebbero essere irrilevanti di fronte alle esigenze dell’indagine. Ma, ciò detto, premesso e considerato (e bisogna ricordare che il principio del garantismo non è stato spesso rispettato nel caso di Bossetti), non è vero che quel video rappresenta una prova falsa. Lo aveva spiegato qualche giorno fa Paolo Colonnello, cronista di giudiziaria della Stampa, in un post su Facebook che avevamo ripreso. Lo ha certificato ieri la trasmissione «Chi l’ha visto?» con un montaggio che mostra il confronto tra il video confezionato dai carabinieri (quello “taroccato”) e gli originali dei filmati delle telecamere della zona di Brembate dove si trovava la palestra dove è stata vista per l’ultima volta viva Yara Gambirasio. Il servizio con il video integrale toglie ogni dubbio sull’accaduto e sulla spiegazione fornita in sede processuale.

La storia del video tarocco di Bossetti a Chi l… di next-quotidiano