Economia

La vera storia della tassa sui condizionatori

@Giovanni Drogo|

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Giusto in tempo per farci apprezzare ancora di più l’intensa calura di questi giorni arriva la notizia che fa gelare il sangue a molti: il Governo Renzi ha deciso di introdurre una tassa sui condizionatori. Un balzello da almeno duecento euro che, secondo quanto scrive Libero andrebbe a compensare il minor gettito causato dall’abolizione dell’IMU sulla prima casa. Naturalmente per spargere meglio il sale sulle ferite l’autore dell’articolo scrive che è l’Europa che ce lo chiede, dal momento che l’Italia si starebbe adeguando alla normativa europea.

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Fonte: Liberoquotidiano.it

COSA C’È DI VERO E COSA C’È DI FALSO
Libero scrive che il bollino viene rilasciato in base al numero di condizionatori che uno ha a casa. In realtà le cose non stanno così perché il decreto che stabilisce l’introduzione del bollino per gli impianti di condizionamento con potenza superiore ai 12Kw è il decreto del 10 febbraio 2014 recante Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica. È vero che il testo recepisce una normativa europea (anzi due direttive: la 2002/91/CE e la 2010/31/UE la prima già recepita dal DL 19 agosto 2005 n.192) che impegna gli stati membri a promuovere l’efficienza energetica nel comparto edilizio (da qui il fraintendimento che la tassa sarebbe sulle emissioni di CO2 dell’impianto). Il DL 192/2005 (Governo Berlusconi II) recependo la normativa europea aveva istituito il “libretto di centrale” o “libretto d’impianto” per gli impianti di riscaldamento. Nell’ottica di una maggiore efficienza energetica il decreto del 10 febbraio 2014 istituisce (inizialmente a partire dal giugno 2014 poi spostato ad ottobre 2014) lo stesso tipo di libretto anche per gli impianti di condizionamento (ovvero di raffreddamento). La notizia data da Libero non è nemmeno una notizia perché era già stata riportata a marzo 2014 dal Sole 24 Ore. In particolare al punto 26 della 2010/31/UE è scritto che:

La manutenzione e l’ispezione regolari, da parte di personale qualificato, degli impianti di riscaldamento e condizionamento contribuiscono a garantire la corretta regolazione in base alle specifiche del prodotto e quindi una prestazione ottimale sotto il profilo ambientale, energetico e della sicurezza. È opportuno sottoporre l’intero impianto di riscaldamento e condizionamento ad una perizia indipendente a intervalli regolari durante il suo ciclo di vita, in particolare prima che sia oggetto di sostituzione o di interventi di miglioramento. Per ridurre al
minimo gli oneri amministrativi gravanti sui proprietari e sui locatari degli edifici, gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per combinare il più possibile le ispezioni e le certificazioni

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