Economia

La tassa sulla Coca Cola

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Roberto Petrini su Repubblica racconta oggi che nel governo si pensa di aumentare le tasse per le bevande ad alto contenuto di zucchero come la Coca Cola per la manovra-bis da 3,4 miliardi pronta la varo per martedì prossimo necessaria a soddisfare le richieste dell’Europa.

Ma lo scontro delle ultime ore si è sviluppato sull’aumento delle tasse (circa 200 milioni di gettito) per le bevande ad alto contenuto di zucchero. La misura, subito battezzata anti-Coca Cola e dal sapore anti-Trump viste le politiche protezionistiche annunciate dal presidente Usa, è stata oggetto naturalmente di un fuoco di sbarramento da parte delle lobby delle multinazionali delle bevande gasate.
Il provvedimento, che stanno adottando molti paesi europei per combattere obesità e diabete, ha figurato nel menù del Tesoro fino alle ultime ore ma è stato oggetto di un muro da parte del viceministro dell’Economia, l’alfaniano Luigi Casero. La partita delle tasse tutta via non è ancora finita. Dopo l’esclusione della benzina è ormai certo l’aumento delle sigarette di fascia bassa mentre si alza il tiro sui giochi dai quali arriverebbero circa 500 milioni. Le misure sono articolate: si parte dalla cosiddetta “tassa sulla fortuna” (sale sulle vincite dal 6 al 10 per cento) e si prosegue con l’aumento del prelievo sulle slot machine (sale di un punto al 18,5 per cento). Verranno anticipate una serie di gare: quella sul Gratta e Vinci, quella sul SuperEnalotto e alcune sulle scommesse.

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Non è escluso l’arrivo di un nuovo gioco del Lotto basato su 50 numeri invece che sui tradizionali 90. E non finisce qui:

Tagli ai ministeri e lotta all’evasione fiscale completano il quadro. Lo split payment (la pubblica amministrazione trattiene l’Iva dai fornitori) sarà esteso alle società controllate dallo Stato (anche a quelle quotate): ieri da Malta, dove si è tenuto l’Eurogruppo, è giunto il via libera della Commissione alla misura dal gettito di 1 miliardo. Risorse aggiuntive, circa 1 miliardo, potrebbero venire anche dall’allargamento della rottamazione dei contenziosi col fisco che si aggiungerebbe alla rottanazione delle cartelle.