Economia

La storia del reddito di cittadinanza universale in Finlandia

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È il sogno di molti, se non di tutti, quello di vivere senza lavorare. A quanto pare ora c’è un paese europeo che ha in programma di fare di questo sogno una realtà concreta per i suoi abitanti. Stiamo parlando della Finlandia, dove, stando a quanto ripetono alcuni siti il Governo sta preparando una rivoluzione che renderebbe il lavoro un optional e un hobby. Sarebbe un mondo bellissimo ma le cose non stanno proprio così.

Il premier finlandese Juha Sipilä
Il premier finlandese Juha Sipilä

MILLE EURO AL MESE, PER TUTTI I FINLANDESI
La storia che circola è questa, il neo eletto Primo Ministro finlandese Juha Sipilä avrebbe promesso di garantire a tutti i cittadini finlandesi il basic income universale, una forma di reddito di cittadinanza garantita a tutti a prescindere dal fatto che lavorino o meno, che abbiano altre forme di reddito o meno. Insomma, tutti i finlandesi potrebbero vedersi recapitare, in un futuro che viene presentato come ormai prossimo, un assegno da parte del governo. A quanto ammonterebbe il reddito di cittadinanza universale finlandese? C’è chi scrive 750 euro, chi scrive 1000 (qualcuno offre di più?) quello che conta è che grazie a questa particolare forma di basic income i finlandesi potranno sostanzialmente smettere di lavorare e continuare a vivere dignitosamente godendosi la vita. Gli annunci però forse sono un po’ troppo trionfalistici ed ottimisti. È vero che nel programma elettorale del partito di Sipilä, il Suomen Keskusta (Partito di Centro Finlandese), si parla di basic income ma come spiega il sito basicincome.org ma il riferimento è solo questo: “implementare l’esperimento del reddito di cittadinanza”. Come riporta il sito Finland Politics nel programma si parla studiare “The impact of a universal basic income system must be tested and developed through regional trials”.
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LA SITUAZIONE POLITICA FINLANDESE
Inoltre c’è il problema che al momento gli alleati del partito del Premier, i populisti del Finns Party e i conservatori del NCP, non hanno mai affrontato il tema, mentre i Verdi che sono da sempre sostenitori dell’iniziativa non sono entrati a fare parte del Governo. La proposta avanzata dai Verdi però era di un reddito di circa 440 euro al mese mentre quelli della Left Alliance 620 euro. Entrambe le proposte però sono giudicate troppo basse per poter garantire la possibilità di vivere unicamente del reddito di cittadinanza. Il sito Helsinki Times riporta un’analisi secondo la quale per poter fare affidamento solo sul basic income l’assegno dovrebbe aggirarsi tra gli 850 e i 1000 euro al mese, mentre per eliminare completamente la povertà (in Finlandia) sarebbero sufficienti 1.166 euro al mese.
Insomma al di là della volontà politica del Primo Ministro e del favore con cui sarebbe accolta una misura del genere (anche se in via “sperimentale”) ci sono seri dubbi che il Governo finlandese abbia davvero un reale interesse ad impegnarsi in una “rivoluzione” del genere. In parole povere il basic income potrebbe far parte del libro dei sogni che ogni bravo politico vende agli elettori durante la campagna elettorale, tanto più se si parla di reddito di cittadinanza in una sola piccola frase che lo definisce per “esperimento” senza fissare alcuna scadenza temporale.