Opinioni

La storia dei clandestini nell'hotel a 4 stelle di Casola Valsenio

neXt quotidiano|

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Gianluca Pini, deputato della Lega Nord, ha inviato questo comunicato alle agenzie di stampa:

“Clandestini ospitati a spese dei cittadini in un hotel a 4 stelle, in un Comune di 2.600 abitanti, Casola Valsenio (Ravenna): il prefetto vieti questa schifezza. Non è accettabile un inserimento forzato di immigrati in una comunità di poco più di duemila abitanti, solo perché qualcuno vuole lucrare sul business dell’accoglienza dei clandestini che spesso si rivelano finti profughi”. Lo afferma il deputato Gianluca Pini, segretario della Lega Nord Romagna, commentando notizie sul “futuro arrivo di ‘clandestini’ (potrebbero arrivarne fino a 40)” in un albergo “vincitore – insieme a una coop – del bando per l’accoglienza”. “Mi auguro – aggiunge Pini – che il prefetto abbia il buon gusto di fermare questo abominio, nel nome del buon senso: ci sono cittadini ravennati che da anni attendono una casa popolare e ad immigrati, probabilmente irregolari, si concede un hotel quattro stelle. L’invasione di Casola deve essere impedita. Con questo governo al peggio non c’è mai fine: mi auguro che anche il Comune e le istituzioni locali vogliano fare sentire la loro voce contro questa vergogna”.

Ora, a qualunque persona dotata di senno verrebbe in mente che:
– l’albergo è di proprietà di un privato
– quel privato ha liberamente deciso di partecipare a una gara
– quella gara il privato l’ha vinto
– la proprietà privata è inviolabile. Significa che il proprietario dell’albergo, con la sua proprietà, ci fa quello che vuole
E quindi qual è il problema? Pini sta chiedendo di espropriare l’albergo per non consentire al legittimo proprietario di usarlo come vuole?
Ma in realtà basta scavare un pochino per trovare molte spiegazioni all’accaduto. Ad esempio c’è questa, di un mese fa, del sindaco di Casola Valsenio e del proprietario dell’hotel:

“Provo a dire due cose riguardo la situazione dell’ospitalità dei profughi richiedenti asilo a Casola Valsenio – scrive Iseppi su Facebook .. Oggi la nostra Provincia ospita circa 400 persone provenienti da diversi Paesi che aderiscono allo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), questi vengono ospitati per il tempo necessario del riconoscimento -o meno- del diritto d’asilo. Esiste una Commissione che esamina ogni singola persona, ogni singola storia e valuta se concedere lo status di rifugiato.
Il Comune di Casola Valsenio, tramite l’ASP della Romagna Faentina, ha messo a disposizione due appartamenti di proprietà dell’ASP per alloggiare 4 persone. Abbiamo fatto già 3 riunioni informative in Comune con le Associazioni e ne ho dato comunicazione un mese fa in Consiglio comunale. Si tratta di 4 ragazzi del Mali: Moussà, Wegnò, Madi, Jibril di età compresa fra i 21 e 25 anni. Sono a Casola da una settimana e hanno iniziato un percorso di integrazione ed educazione alla lingua italiana tramite il supporto della Coop. Soc. Zerocento. Ora stanno ancora espletando le pratiche burocratiche necessarie alla residenza, alla definizione del medico di base, alle visite necessarie per i propri permessi di soggiorno. Nelle prossime settimane è nostra intenzione inserirli in programmi di lavori socialmente utili a servizio della cittadinanza e delle associazioni che ne faranno richiesta”.
“La preoccupazione che sento maggiormente – prosegue Iseppi – riguarda il possibile arrivo di altre persone alloggiate nell’Albergo Antica Corona: 20, 40, 60… Io sono venuto a conoscenza di questo da Antonio Norrito, la persona direttamente interessata e responsabile della domanda presentata in Prefettura al bando pubblico per operatori privati. Sono stato molto stupito da questo e non ho condiviso il fatto che sia stato fatto senza un precedente coinvolgimento del Comune e della cittadinanza. Sono personalmente contrario a questa proposta perchè è stato fatto un mero calcolo economico speculativo, confermato anche verbalmente dal diretto interessato, senza preoccuparsi delle conseguenze sociali di un piccolo Comune come il nostro. Ho chiesto alla persona di indire un’Assemblea pubblica per spiegare il gesto, ma non è sembrato interessato e preoccupato della cosa”.
“Il Comune c’è e ci sarà per cercare di garantire sempre e comunque l’ordine pubblico – sottolinea il sindaco casolano – ma non posso che condannare questo gesto. Certamente non mi si può accusare di razzismo, anzi.. ma io vorrei ospitare un numero di persone misurato al nostro Comune e garantire loro le attenzioni necessarie per evitare potenziali spiacevoli conseguenze.
L’unica persona, ad oggi, che può evitare l’arrivo di questi ragazzi (o limitarne il numero) è la persona che ha firmato la domanda in Prefettura e che firmerà (eventualmente) il contratto per l’assegnazione dei profughi.”
La replica del diretto interessato, sig. Norrito, non si è fatta attendere: “Caro Sindaco – scrive l’albergatore sempre su Facebook- . L’obiettività non è la tua qualità migliore! Voglio solo precisarti alcune cose:
1) La Coop Zero Cento partecipa come me al bando indetto dalla Prefettura. Come me è tenuta a fornire precisi impegni d’inserimento culturale ed un percorso d’orientamento al lavoro come tu hai pubblicato.
2) Ipocrita mi pare il riferimento all’intento speculativo visto che il programma eè soggetto ai severi controlli della Prefettura.
3) Non mi sono ancora aggiudicato alcun appalto. Se cosi sarà è già pronta una lettera d’invito ad un incontro per tutte le organizzazioni di volontariato Casolane”.
“La stessa volontà di condivisione – prosegue Norrito – e mio profondo auspicio nei confronti dell’amministrazione Comunale , in questa iniziativa la cui finalità e prioritariamente umanitaria nessuno sarà escluso a meno che lo voglia. Mi sembra puro terrorismo psicologico verso l’Hotel che ho in gestione.
Sarà forse meglio aspettare domani perchè oggi stai parlando di niente”.