La macchina del funky

La Stampa e Di Battista sindaco di Roma

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La Stampa oggi riporta un’ipotesi di fantapolitica davvero divertente, che vuole Alessandro Di Battista pronto a scendere in campo come sindaco di Roma in caso di condanna e dimissioni di Virginia Raggi:

Un’altra, che proviene dai vertici e passa dal Campidoglio, condivisa dalla candidata alla Regione Lazio e sua amica Roberta Lombardi, immagina il deputato-star al posto di Virginia Raggi nel caso in cui la sua vicenda giudiziaria dovesse mettersi male.
La sindaca andrà in udienza il 9 gennaio, dopo qualche settimana potrebbe esserci il rinvio a giudizio. E se a questo seguirà una condanna, la dimissioni diventeranno d’obbligo per i 5 Stelle. A quel punto potrebbe rientrare in scena Di Battista, per tentare di riprendersi la Capitale e proseguire il lavoro appena iniziato dai grillini. «Chiunque sarebbe felice di averlo al proprio fianco» ci conferma non a caso Marcello De Vito, presidente dell’assemblea in Campidoglio, considerato uomo di fiducia di Lombardi e da sempre antagonista di Raggi.
Perché, comunque vadano le cose, anche solo come supporto mediatico, se il Raggigate dovesse precipitare, Dibba scenderà a fianco di chi avrà bisogno del suo carisma.

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L’articolo di Ilario Lombardo e Federico Capurso sembra fantasioso per più di un motivo. Quello principale è che se davvero la Raggi dovesse essere condannata e quindi lasciare la carica di sindaco, difficilmente l’elettorato sarebbe disposto a dare un’altra chance al M5S dopo quello che sarebbe in ogni caso vissuto come un fallimento. E dopo il fallimento, perché i romani dovrebbero rivotare un esponente del M5S? E in che modo Di Battista potrebbe fare meglio di Raggi, che ha vissuto un’esperienza da consigliera prima di diventare sindaca e quindi ha avuto modo di prepararsi al meglio nella conoscenza dei meccanismi di un’amministrazione che funziona in modo completamente diverso dal Parlamento? Nello stesso articolo si parla anche del nuovo libro, che uscirà domani per Rizzoli: “Meglio liberi. Lettera a mio figlio sul coraggio di cambiare”.

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