Opinioni

E la sindaca si fa un giornale (con i soldi pubblici)

la sindaca informa delibera

“I giornali sono morti”, diceva tempo fa Beppe Grillo tuonando anche – giustamente – contro il finanziamento pubblico ai periodici. Dev’essere per questo che una deliberazione della giunta capitolina che risale al 27 dicembre scorso autorizza “alla pubblicazione del periodico denominato La Sindaca Informa e relativa registrazione presso il Tribunale Civile di Roma – Sezione per la Stampa e l’Informazione”. Spiega la delibera che “Incarico di Legale Rappresentante al Sindaco di Roma Capitale Avv. Virginia Raggi e affidamento dell’incarico di Direttore Responsabile della medesima pubblicazione alla Dott.ssa Maria Rosaria Pacelli, Direttore dell’Ufficio Stampa di Roma Capitale”.
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Nella delibera si spiega che «la spesa di stampa per una tiratura settimanale presunta di n. 15.000 copie, da distribuire ai 15 Municipi, ammonta, al netto d’IVA, ad € 975,00 oltre al costo aggiuntivo, al netto d’IVA, di € 180,00 per la spedizione e grava il bilancio del Dipartimento per la Razionalizzazione della Spesa, per l’anno 2018 e fino al mese di marzo». La rubrica web del Comune di Roma diventa così anche periodico cartaceo da diffondere ai municipi. “La sindaca Raggi con l’approssimarsi delle elezioni annuncia l’edizione cartacea di un proprio giornale pagato con soldi pubblici”, afferma Michela Di Biase, capogruppo del Pd capitolino. “Il M5S approfitta dell’istituzione per farsi la propaganda elettorale – sottolinea – Non si tratta di una corretta informazione istituzionale ma semplicemente di propagandare le proprie ovvietà amministrative. Un giornale, come già accade sulla rubrica online ‘la sindaca informa’ dove non si parla del disastro delle strade della capitale o del caos rifiuti e neanche della pessima gestione delle società capitolina, dei ritardi sul reddito l’inclusione e delle carte d’identità più attese della storia”. “Mentre Grillo dichiara di voler vomitare i giornalisti il M5s si fa una testata a proprio uso e consumo per 60000 euro. Sulla vicenda sto predisponendo una specifica interrogazione”, conclude.
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