La macchina del funky

La sanatoria ai partiti per il finanziamento pubblico

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Il Messaggero racconta oggi che per 2013 e 2014 i partiti riceveranno la loro quota di finanziamento pubblico anche se non è stato effettuato il controllo sui bilanci e sulle spese perché, a quanto pare, la task force non è riuscita a completare il lavoro in tempo:

È la nuova normativa sul finanziamento pubblico che ha istituito nel 2012 una Commissione per il controllo dei rendiconti dei partiti, incaricata di verificare le spese effettivamente sostenute. Tale controllo è necessario per poter ottenere il finanziamento pubblico (che il governo Letta, a fine 2013, ha deciso di tagliare progressivamente negli anni successivi). Quest’anno la Commissione doveva concludere i controlli entro giugno,ma poco prima della scadenza il presidente Luciano Calamaro ha comunicato ai presidenti di Camera e Senato di non essere stato in grado di svolgere la revisione per carenza di personale.
La Camera è corsa ai ripari iniziando l’esame di una legge, di cui il primo firmatario è Sergio Boccadutri (Pd), che assegna alla Commissione il personale qualificato necessario per compiere l’esame dei bilanci dei partiti: la task force è composta da cinque dipendenti della Corte dei Conti addetti alle attività di revisione contabile e di due dipendenti di altre amministrazioni con le stesse competenze. Ma il punto che interessava i partiti era quello del versamento del finanziamento relativo agli anni 2013 e 2014: al problema ha ovviato un emendamento in base al quale per quei due anni i partiti riceveranno comunque il finanziamento benché non sia stato effettuato il controllo delle spese. In commissione il testo è passato in un clima tesissimo, con duri attacchi del M5S alla maggioranza, mentre Forza Italia ha votato a favore, anche perché il testo prevede la cassa integrazione retroattiva al febbraio 2014 per gli ex dipendenti Pdl.

Il sistema di finanziamento pubblico dopo la legge del governo Letta (Il Messaggero, 3 marzo 2012)
Il sistema di finanziamento pubblico dopo la legge del governo Letta (Il Messaggero, 3 marzo 2012)