Economia

«La Salerno-Reggio Calabria finita nel 2016? Un miracolo»

Matteo Renzi da Massimo Giletti a L’Arena ha promesso che completerà l’autostrada Salerno-Reggio Calabria entro il 2016. Un articolo di Fabio Tonacci su Repubblica di oggi spiega che la fine della Grande Incompiuta delle autostrade d’Italia in un anno rappresenta una promessa difficile, impossibile da mantenere:

Serve davvero un miracolo per farcela entro il prossimo anno, è chiaro a tutti. Al ministero delle Infrastrutture hanno una tabella con il cronoprogramma per questo tratto di autostrada, che indica la data “novembre 2017” per l’apertura completa agli automobilisti. «A causa dell’incidente del 2 marzo, slitteremo di altri 2-3 mesi», prevedono. Tra l’altro la Calabria al momento è spezzata in due in quella che è la colonna vertebrale della viabilità della regione. Quando si scende verso sud da Salerno, appena superata la Basilicata, un cartello giallo e un operaio che sventola la bandiera arancione deviano il traffico sulla provinciale. Comincia così una sorta di gita al rallentatore nel parco del Pollino, con i camion che faticano nelle salite e nelle curve a gomito, le osterie ai lati, le vigne, la colonna di automobilisti che non vanno a più di 25 km orari. E dire che da Salerno fino a Laino Borgo, per quasi duecento chilometri, l’A3 ha tutte le carte in regola per essere una “via europea”. Inizia con tre corsie, che diventano quasi subito due ma fornite di quella di emergenza, come ci impose di avere l’Unione Europea fin dagli anni Ottanta. Si viaggia in sicurezza, sotto l’occhio di Vergilius per il controllo della velocità. Eccolo «l’ammodernamento», costato alle casse dello Stato dal 2001 a oggi 8,23 miliardi di euro, compresi i 740 milioni che sono stati racimolati con lo Sblocca Italia e la Legge di Stabilità del 2014.

Nell’infografica sono indicati i tratti ancora da completare:
salerno reggio calabria 2016

Poi, però, si arriva al chilometro 185. È questo il punto in cui la Salerno-Reggio Calabria torna a essere sé stessa, quel percorso tracciato vergognosamente per non disturbare le ville dei boss, costruito in nome del calcestruzzo, della ’ndrangheta e delle intimidazioni. All’improvviso la corsia d’emergenza sparisce, l’asfalto è sgretolato e ha tante sfumature di colore quanti sono stati i rifacimenti in tutti questi anni. La strada si stringe, a separare l’auto dai fossi laterali soltanto vecchi e sgangherati guardrail. Si va avanti così per una ventina di chilometri: non si vedono ruspe, né si avvistano cartelloni che segnalano prospettive di miglioramenti futuri. In teoria anche questo tratto fa parte del grande ammodernamento, ma per ora è stato messo da parte: «Lotto in progettazione e da finanziare», si legge sulla mappa pubblicata dall’Anas. Per questo pezzo di Salerno-Reggio Calabria non c’è un’ipotesi di fine lavori: non esistono proprio, i lavori. É qui che l’incompiuta rimane incompiuta. Di tratti nelle stesse condizioni se ne incontrano altri due, scendendo verso Reggio: tra Cosenza e Rogliano (11km), tra Francavilla Angitola e Pizzo Calabro (10,7 km). In totale sono 43 chilometri di strada di nessuno, che si intasa appena il traffico aumenta rispetto alla routine dei giorni feriali. «I soldi della legge obiettivo del 2001 non bastavano per tutti i 443 chilometri dell’A3, dunque alcuni segmenti meno importanti sono stati esclusi», spiegano all’Anas. Per allinearli agli standard che l’Europa pretende, servono almeno altri 2,3 miliardi di euro. Che al momento non ci sono.