Opinioni

La querela di Angelo Tofalo (M5S) a Matteo Renzi

Angelo Tofalo, deputato M5S e componente del COPASIR, ha annunciato su Facebook che querelerà Matteo Renzi per quello che ha detto durante l’ospitata da Lilli Gruber a Otto e Mezzo il 14 giugno scorso. Nella trasmissione Renzi ha detto che Tofalo, «l’esperto di sicurezza 5S», «è andato in Libia a trattare con la parte sbagliata, non se n’era accorto che erano con i trafficanti e contro il governo libico e la comunità internazionale».

Tofalo ha ricordato nel video che lui non è mai stato in Libia e non ha trattato con nessuno, il che è vero. Prima si è lamentato che la conduttrice e l’ospite non abbiano contraddetto Renzi: anche qui ha ragione ma questo, purtroppo, accade anche quando sono ospiti i rappresentanti di tutti i partiti politici, compreso il suo. Infine, Renzi ha “inventato” una trattativa inesistente tra Tofalo e i trafficanti perché deve aver (clamorosamente) confuso la vicenda con quanto accaduto davvero a TofaloTofalo, già noto alle cronache e alle leggende metropolitane per aver postato un video complottista sull’11 settembre, era andato in procura a testimoniare per la sua conoscenza con Anna Maria Fontana, accusata, assieme al marito Mario Di Leva (che dopo la conversione all’Islam ha assunto il nome di Jaafar) e ad uno dei tre figli di traffico d’armi con Libia e Iran. Ne parlò all’epoca Vincenzo Iurillo sul Fatto Quotidiano, raccontando del verbale del membro del COPASIR:

Dice Tofalo: “Già a dicembre 2016 Fontana mi aveva chiesto di sostenere le spese di un viaggio forse a Istanbul… Le diedi 1.500 euro, e poi altri 700, ho sempre avuto il dubbio se li avesse utilizzati per lo scopo richiesto”. Lo scopo è coperto da un omissis. Come anticipato dal Fatto, l’altroieri il pm Catello Maresca ha interrogato Tofalo per capire aspetti non chiariti dalle dichiarazioni spontanee del 2 febbraio.
In particolare chi, e in che circostanze, Tofalo informò dei suoi contatti con i coniugi Di Leva-Fontana “ricevendo rassicurazioni perché già noti ai Servizi”. Le risposte sono sbianchettate da omissis che coprono quasi tutto il verbale. Ma si legge qualcosa su Di Leva. “Mi rappresentò di essere in grado di mettere d’accordolevarie componentipolitiche (inLibia, ndr) per assicurareuna rappacificazione creando un fronte unico contro l’Isis”. Nientedimeno.

EDIT: Come ha fatto notare Franco nei commenti, in un articolo sempre dedicato alla vicenda uscito sul Fatto e firmato da Vincenzo Iurillo c’è però forse la spiegazione della “confusione” di Renzi dalla Gruber:

Il deputato M5s e membro del Copasir Angelo Tofalo fu indotto dalla Dama in Nero Annamaria Fontana, in carcere con accuse di traffico d’armi internazionale in Libia ed in Iran, a recarsi con lei nell’autunno scorso ad Istanbul ad incontrare l’ex premier libico Khalifa Gwell, un uomo che il governo di Tripoli di Fayez al Sarraj reputa vicino alle fazioni islamiche estremiste nonché autore di un tentato colpo di Stato e di manovre per far scoppiare uno scontro armato. Quell’incontro produsse un’intervista a Gwell, che si ritiene ancora primo ministro in carica, pubblicata il 1 dicembre 2016 su Fanpage.

Insomma, alla base di tutto ci sarebbe soltanto un errore di luogo (la Libia invece della Turchia). Tanti in bocca al lupo ad Angelo Tofalo per la querela. (A. D’A.)

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