Opinioni

La nota di Alemanno su Virginia Raggi

“Non ho la benché minima idea di cosa sia la società l’Hgr di cui, a detta della stampa, Virginia Raggi sarebbe stata presidente tra il 2008 e il 2009”. Lo dichiara in una nota l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo la polemica innestata dal pezzo di Franco Bechis su Libero in cui si raccontava che la Raggi è stata presidente della società fondata da Gloria Rojo. “Non ho dato mai indicazione o consenso a nessuno per costituire una simile società né ero a conoscenza di questa attività svolta dalla signora Gloria Rojo e da Franco Panzironi – conclude – È quindi totalmente destituito di ogni fondamento stabilire qualsiasi collegamento anche indiretto tra il sottoscritto e la società in cui ha operato la dottoressa Virginia Raggi”. La Raggi ha risposto ieri con uno status sulla sua pagina Facebook:

A proposito del pezzo uscito su Libero:
Nello svolgimento del mio lavoro con lo studio Sammarco mi è stato chiesto di svolgere un ruolo tecnico e di rappresentanza per una società cliente dello studio, quale la Hgr, senza percepire alcun compenso proprio perché rientrava nel mio rapporto con lo studio legale cui facevo riferimento. Trattasi dunque di una comune prassi professionale, tant’è che sono stata presidente di garanzia per Hgr fin quando la società è rimasta cliente dello studio Sammarco. Una volta cessato il rapporto io ho lasciato l’incarico. La stessa Rojo infatti la conobbi proprio come cliente dello studio.

A chi dal Pd mi attacca in queste ore consiglio cautela. Le state provando tutte, lo capisco, vi sentite sgretolare la terra sotto ai piedi, ma noi non arretriamo di un centimetro. Anzi.

La Raggi, racconta oggi il Fatto, è stata 7 anni fa la presidente della Hgr Srl, una società di recupero crediti che era allora di proprietà della stessa Rojo, 42 anni, e del fratello Giuseppe, 44 anni.

Nel periodo in cui la Raggi era diventata presidente del cda della società HgrSrl però il socio di minoranza Rojo era diventato amministratore delegato della società pubblica Equitalia Giustizia, controllata al 100 per cento da Equitalia, che si occupa di gestire il tesoretto del Fondo Unico della Giustizia. Panzironi è stato arrestato nel dicembre del 2014 nella prima retata di Mafia Capitale, perché considerato a libro paga dell’associazione di stampo mafioso che, secondo i pm romani, sotto la guida di Massimo Carminati dominava la città. Poi il manager è stato condannato a maggio del 2015 a 3 anni e 8 mesi in primo grado per la cosiddetta “Parentopoli ”in Ama. I pm contestavano a lui e ad altri dirigenti dell’Ama alcune assunzioni, effettuate abusando del loroufficio. Nel 2011,in una lista di 41 nomi al vaglio dei pm c’era anche quello di Gloria Rojo, storica collaboratrice di Panzironi.
Due anni prima, il suo nome era accanto a quello della Raggi nel verbale di approvazione del bilancio di esercizio 2008 della società Hgr Srl. “Il giorno 15 luglio 2009 in Roma alle ore 18 presso la sede legale della società – si legge nel verbale – assume la presidenza ai sensi dello statuto il presidente del Cda, l’avvocato Virginia Raggi, e assume le funzioni di segretario l’amministratore delegato Gloria Rojo”. La società Hgr Srl era una holding (ora in liquidazione) nata nel 2006 per detenere partecipazioni in altre società. Anche se Gloria Rojo possedeva l’80 per cento, da quanto risulta al Fatto, il socio che seguiva di più la gestione era quello di minoranza con il 20, cioè il fratello, Giuseppe Rojo. Hgr starebbe per Holding Giuseppe Rojo.

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Il documento che attesta la presidenza di Virginia Raggi della società di Gloria Rojo (Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2016)

Nell’articolo a firma di Valeria Pacelli e Marco Lillo si conferma che nel periodo in cui la candidata sindaco del M5s era presidente del cda, stando al bilancio firmato da lei stessa, Hgr aveva solo le quote della società Roc Food Srl, nella quale, dal 1998 al 2001, risultava come ‘delegato ex legge 287 del 1991’ Giuseppe Rojo. «Adesso però la Raggi, se fosse eletta sindaco, potrebbe ritrovarsi a gestire l’Ama, dove alcuni, finiti nelle liste “Pa r en to p ol i”, continuano a lavorare. Compresa l’ex segretaria di Panzironi, socia di quella srl per la quale nel2009 la Raggi ha firmato un bilancio», conclude Il Fatto.